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La Sicilia del non voto: ecco i quartieri "simbolo" delle urne deserte alle ultime Europee

Martedì si insediano gli europarlamentari: in alcuni seggi 15 votanti su 100

Luisa Santangelo

14 Luglio 2024, 10:53

Schede elettorali, generico

Schede elettorali, generico

A poco più di un mese dalle elezioni, il Parlamento europeo è pronto a insediarsi. Martedì prossimo, con la prima seduta plenaria, gli eletti prenderanno posto a Strasburgo. La truppa dei siciliani è pronta a partire, scelta da quel misero 38 per cento di isolani che è andata alle urne, all’inizio di giugno.
La lettura dei dati è, di per sé, semplice: le Europee sono il voto più ideologico che si possa chiedere ai cittadini, quello in cui nel segreto dell’urna gli elettori portano con sé prima le convinzioni e poi i santini. Un ordine di priorità che, scendendo di livello, si inverte.

L'affluenza alle urne a Catania

Più che una frase fatta, un dato certo. Per dedurre il quale basta scattare una serie di istantanee a Catania, una volta di più città-simbolo. Il 9 giugno, alla chiusura dei seggi l’affluenza è del 33,03 per cento dei votanti. Per un totale di 82.101 persone andate alle urne.

Rispetto al dato regionale, sono cinque punti percentuali in meno. Frutto, a loro volta, di una media tra sezioni cittadine in cui i votanti sono stati tanti (quasi il 50 per cento) e sezioni in cui, invece, i cittadini e le cittadine andati alle urne potevano contarsi sulla punta delle dita di una mano.
Sezione 68: istituto comprensivo Rita Atria, in via Gramignani 97. Una scuola nel cuore di San Cristoforo, incastonata tra via Mulini a Vento e via Sant’Angelo Custode. Votanti? Il 14,38 per cento. Delle poche preferenze espresse, il 47 per cento sono andate a Forza Italia e al suo candidato catanese di punta: Marco Falcone. Il suo nome in quest’analisi tornerà spesso, solo in virtù dei numeri. Stessa sezione, elezioni amministrative di maggio 2023: affluenza al 47,42 per cento. Popolari e autonomisti primo partito, Forza Italia secondo.

A 500 metri c’è via Plaja 193, sezione 71 nel seggio dell’istituto comprensivo Dusmet. Affluenza: 16,50 per cento, per un totale di 148 voti. Il 30 per cento dei quali a Forza Italia. Chinnici, candidata su cui ha puntato anche il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, meglio di Falcone. Una palermitana che vince, per un pelo, all’ombra dell’Etna e dentro ai quartieri popolari. Amministrative di un anno fa: 43,53 per cento di affluenza. Forza Italia primo partito, seguono i due dell’Mpa (Popolari e autonomisti e Grande Catania).

Sezione 73, istituto comprensivo Cesare Battisti di via della Concordia: affluenza al 16,23 per cento, quasi la metà hanno votato per il partito di Silvio Berlusconi e tutti per l’assessore regionale Falcone. Alle amministrative la percentuale dell’affluenza era il 47,11, anche in quella circostanza FI l’aveva fatta da padrone. Il feudo è quello del vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania, Riccardo Pellegrino, condannato a due anni - alla fine del 2023 - per corruzione elettorale legata alle Regionali 2017.
In via Pantelleria 3, nel quartiere di San Giovanni Galermo, c’è la sezione 204 all’istituto Francesco Petrarca: affluenza al 15,18 per cento, 112 votanti. Alle comunali 2024 erano stati il 46,12 per cento. Europee e amministrative, nessuna sorpresa: il più votato è sempre lo stesso partito, Forza Italia.
Al circolo didattico San Giorgio, nella periferia sud del capoluogo etneo, i votanti sono il 13,97 per cento degli aventi diritto. È la percentuale più bassa che si registri nelle 336 sezioni della città di Catania. Il 30 per cento dei voti vanno a Forza Italia, per lo più a Caterina Chinnici. Alle amministrative erano andati a votare il 47,48 per cento, ma a farla da padrone erano stati gli autonomisti e la Democrazia cristiana nuova di Totò Cuffaro.

La maglia nera

Dalla stessa area della città arriva l’ultima maglia nera dell’affluenza: sezione 274, Dusmet-Doria di viale Castagnola 13, a Librino: 14,22 per cento di affluenza, con un inatteso ribaltamento della prospettiva: il primo partito alle europee è il Movimento 5 stelle, votato dal 35,43 per cento di quelli che sono andati alle urne. Di voti di preferenza, però, ce ne sono pochi: 13 per Giuseppe Antoci, l’ex presidente del Parco dei Nebrodi, gli altri candidati non raccattano quasi niente.
Alle amministrative della fine di maggio 2023, in quella sezione di viale Castagnola l’affluenza era arrivata al 47,18 per cento. Il primo partito, con grande distacco rispetto agli altri, era stato Prima l’Italia, cioè l’espressione di Matteo Salvini. I salviniani alle europee, nella stessa sezione, finiscono solo quarti, dietro a Forza Italia, Fratelli d’Italia e, come detto, il M5s.
A proposito di pentastellati, a guardare i dati emerge una costante: nel capoluogo etneo, nelle sezioni più difficili, sono sempre il secondo partito, dopo Forza Italia. Il grosso dei cittadini, però, segna la X sulla lista, ma nessun nome.