L'inarrestabile emigrazione siciliana e quelli che d'estate ritornano
1503328045517_1618665680736
Triangolo del Gigliotto, 3.000 anime cancellate
di MARTINO GERACI
SAN MICHELE DI GANZARIA - Tremila individui cancellati dall’anagrafe e altrettanti sono finiti irretiti in quella che gli esperti di demografia e statistica definiscono emigrazione sommersa. Sono numeri drammatici, a cui vanno aggiunti quelli provenienti dall’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, quelli che si registrano sul capitolo emigrazione nel “Triangolo del Gigliotto”, territorio collinare, di poco meno di 50 chilometri quadrati e a cavallo tra le province di Catania, Enna e Caltanissetta, su cui si adagiano S. Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari e San Cono. Paesi ricchi di storia, ma nei quali nello scorso decennio, causa la recessione economica iniziata con il nuovo millennio e poi giunta al suo culmine nella primavera del 2008, ha ripreso a sanguinare copiosamente la ferita dell’emigrazione.
Il “Triangolo del Gigliotto” in questo periodo ha riabbracciato tanti emigrati venuti per le ferie. «Ho lasciato San Michele – racconta il 32enne Salvatore Catino, da sei anni residente nella città svizzera di Aarau – per seguire mia moglie e per avere maggiori possibilità all’estero. Ogni volta che vengo trovo il mio paese con meno persone e privo di opportunità. Ritornare? Forse per vivere la vecchiaia, se Dio vuole!».
«Il problema del nostro paesino – scandisce Vincenzo La Delfa, con mezzo secolo di emigrazione sulle spalle vissuto a Malmoe nella lontana Svezia – è quello che i giovani non vogliono rimboccarsi le maniche per avviare nuove attività. Nessuno vuole investire. Stessa condizione si aveva 45 anni fa prima che partissi per il nord dell’Europa. Purtroppo non è cambiato nulla».
E’ tornata a Mirabella per trovare i parenti e partecipare alla festa patronale della Madonna la giovane Sandra Nicotra: «Gli emigrati di terza generazione non ritornano più dalla Germania, perché preferiscono trascorrere le ferie altrove. Comunque, trovo Mirabella sempre più vuota».
E gli amministratori comunali come stanno affrontando questa piaga? «Non è possibile – evidenzia il sindaco di Mirabella, Giovanni Ferro – far ritornate tutti in paese. Stiamo, però, lavorando per accorciare le distanze con la comunità che risiede nel land tedesco del Baden-Wurttemberg. Ad esempio, è vaglio la possibilità di ridurre agli emigrati la pressione fiscale e di instaurare rapporti con imprenditori tedeschi, da sviluppare su turismo, artigianato ed agricoltura».
Parole a cui fanno eco quelle del sindaco di San Michele Gianluca Petta: «La nostra priorità è bloccare il flusso di giovani in uscita dal nostro paese, attraverso sgravi fiscali da concedere a coloro che intendono creare nuove imprese nel settore agricolo e turistico. Per il futuro, inoltre, punteremo a rendere maggiormente partecipi i nostri emigrati nella vita quotidiana della comunità».
«Il mio paese – sottolinea il sindaco di San Cono, Nuccio Barbera – ha fatto registrare quest’anno un numero limitato di nuove emigrazioni giovanili. Siamo impegnati già da tempo per limitarla del tutto, ricorrendo alla creazione di insediamenti dell’agroindustria. La nostra forza risiede nell’agricoltura e, in particolare, nella produzione del ficodindia».