1 gennaio 2026 - Aggiornato alle 02:08
×

L'inarrestabile emigrazione siciliana e quelli che d'estate ritornano

Redazione La Sicilia

21 Agosto 2017, 17:27

L'inarrestabile emigrazione siciliana e quelli che ritornano

1503328045517_1618665680736

Nissoria, ora vanno via i laureati

di GIULIA MARTORANA

 

 

NISSORIA - Un piccolo centro nel cuore della Sicilia e della provincia di Enna, che come tanti altri ha subito l’emigrazione e la flessione demografica, tanto che la festa del patrono San Giuseppe di celebra due volte, la seconda ad agosto, quando in paese gli emigrati tornano per le ferie. Con 2.992 residenti e 4.104 iscritti alle liste elettorali Nissoria ha molti cittadini emigrati, anche se nei primi 16 anni del terzo millennio il picco di migrazioni si è avuto nel 2012 con 77 cittadini che si sono iscritti alle anagrafi di altri Comuni e 10 che sono emigrati all’estero.

 

Nell’ultimo decennio le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno cercato di mettere in atto politiche che offrendo sopporto ad agricoltura, artigianato e turismo, settori portanti dell’economia locale, possono limitare l’emigrazione, offrendo nuove opportunità occupazionali. L’emigrante, però, è cambiato e se l’emigrazione dei primi anni del secolo scorso e dal dopoguerra fino agli anni ’70 è stata per necessità di sopravvivenza, quella che caratterizza questo primo scorcio degli anni 2000 è soprattutto una emigrazione di professionalità.

 

Fino agli anni ’70 l’emigrazione era verso Paesi che offrivano maggiori opportunità, come la Germania per l’Europa o gli Stati Uniti, ma a Nissoria si è quasi arrestata tra gli anni ’80 e gli inizi del 2000, per poi riprendere, sia pure con un flusso minore, in coincidenza con la crisi economica internazionale. Alcune coppie già anziane e pensionate hanno ricomprato la casa, fino a qualche anno fa vi trascorrevano le ferie estive, ma ora vi risiedono stabilmente. «Una volta si diceva che Nissoria ha oltre 10 mila cittadini, dei quali 3 mila in paese e oltre 7 mila sparsi per il mondo. Ritengo che oggi sia una affermazione fuorviante – dice il sindaco Armando Glorioso – perché ormai i figli di quei 7 mila emigrati sono alle terza generazione e, quindi, cittadini dei luoghi dove vivono. Da un decennio gli amministratori comunali hanno portato avanti politiche di sostegno all’economia locale – aggiunge Glorioso – e guardando le statistiche nazionali, Nissoria non è colpito dall’emigrazione come alcuni comuni vicini. Ritengo che oggi a determinare l’emigrazione sia soprattutto l’alta scolarizzazione dei giovani, che comporta necessariamente lo spostamento verso Paesi stranieri o grandi città italiane. Ad esempio alcuni giovani nissorini che sono apprezzati ingegneri meccanici lavorano all’estero, in Africa e in Francia, perché le alte specializzazioni in qualunque campo, non possono trovare sbocchi nei nostri territori dove mancano industria e ricerca».

 

Quindi il migrante ha cambiato volto e non è più il contadino o l’operaio, ma il laureato specializzato. Nissoria per quanto sia una piccola realtà offre alcune opportunità a chi non vuole andare via. Fino al 2012 c’era un solo ristorante, adesso ce ne sono 5 che riescono a lavorare grazie alle presenze di visitatori in occasione della stagione teatrale che inizia a novembre e si conclude a maggio con un cartellone settimanale che porta mediamente 600 spettatori dai paesi vicini ogni fine settimana, con un impulso all’economia legata alla ristorazione e alla ricettività, nei bed&breakfast della zona.