Donald Trump è ufficialmente il nuovo presidente Usa: «Fatto la storia, l'America tornerà grande, fermerò le guerre»
È il primo presidente a ricoprire due mandati presidenziali non consecutivi dopo il dem Stephen Grover Cleveland (a fine '800), il primo con una condanna penale e il presidente più vecchio ad insediarsi, a 78 anni
Donald Trump ha superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per essere eletto presidente Usa, aggiudicandosi ufficialmente il secondo mandato alla Casa Bianca: attualmente sono 279 mentre continua il conteggio dei voti e le reazioni internazionali si dividono sulla vittoria del tycoon.
Salito sul palco del convention center di Palm Beach con la famiglia al completo, tra i cori del pubblico "Usa Usa", il tycoon ha rivendicato la presidenza sottolineando che «stasera abbiamo fatto la storia». Questa «è una magnifica vittoria che ci consentirà di rendere l’America di nuovo grande. Questo è un movimento mai visto prima, questo è il più grande movimento della storia», ha detto sottolineando che «vincere il voto popolare è bello» e rivendicando la conquista del Senato. Trump ha quindi promesso di portare una nuova «età dell’oro» negli Stati Uniti, mentre sul palco, il suo futuro vice JD Vance ha evidenziato che quello di stanotte «è stato il più grande comeback (rimonta) della storia americana». Notte fonda invece per Harris, che intanto vince il Minnesota ma comunica che non parlerà stasera alla Howard University, dove i suoi sostenitori erano in attesa dei risultati del voto.
Trump sarà il primo presidente a ricoprire due mandati presidenziali non consecutivi dopo il dem Stephen Grover Cleveland (a fine '800), il primo con una condanna penale e il presidente più vecchio ad insediarsi, a 78 anni. La sua è considerata una vera e propria impresa senza precedenti, perché è riuscito a tornare alla Casa Bianca sfidando ogni regola del politicamente corretto, sopravvivendo a due impeachment, vari processi, due condanne penali e vari scandali. Dopo l’assalto al Capitol, sembrava un leader politico finito, abbandonato anche dal suo partito, che invece è riuscito a riconquistare.
Le reazioni in Italia
In Italia la premier Giorgia Meloni si congratula su X «a nome mio e del Governo italiano» con «il presidente eletto degli Stati Uniti: Italia e Stati Uniti sono Nazioni "sorell", legate da un’alleanza incrollabile, valori comuni e una storica amicizia. È un legame strategico, che sono certa ora rafforzeremo ancora di più. Buon lavoro Presidente». E Matteo Salvini saluta la vittoria del tycoon Trump in un messaggio su Instagram: «Lotta all’immigrazione clandestina e taglio delle tasse, radici cristiane e ritorno alla pace, libertà di pensiero e no ai processi politici. Anche negli Usa vincono buonsenso, passione e futuro! Buon lavoro, Presidente Donald Trump».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che il governo «lavorerà bene» con l'amministrazione Trump. «Credo che si potrà discutere di molte questioni, la Nato è una priorità», ha detto il vicepremier aggiungendo che con Washington «continueremo a lavorare con determinazione» anche sui rapporti commerciali, «tutelando gli interessi italiani in un contesto di amicizia transatlantica». Dall’opposizione, il leader del M5s Giuseppe Conte ha inviato i suoi auguri a Trump sottolineando che le sfide che attendono gli Stati Uniti sono molteplici e ci riguardano tutti». Tra queste, «fermare le guerre in corso» e «puntare a regole eque per il commercio internazionale».
E quelle internazionali
Da Budapest, il primo ministro ungherese Viktor Orban - l'unico leader europeo a tifare esplicitamente per il tycoon - ha celebrato «il più grande ritorno nella storia politica degli Stati Uniti» e «una vittoria necessaria per il mondo». Da Pechino, la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, ha auspicato una «coesistenza pacifica» con Washington. A Mosca, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affidato a Telegram un criptico messaggio apparentemente riferito al voto americano: «Vince chi vive di amore per il proprio Paese e non di odio verso gli stranieri». Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, si è congratulato con Trump per "il più grande ritorno della storia».
Se i sovranisti europei esultano - con la presidente del Rassemblement National Marine Le Pen che parla di una «una nuova era politica che si apre» - i socialisti dell’Ue parlano di «un giorno buio», evidenziando «il progetto di Trump: autoritarismo, xenofobia e mancanza di opportunità», sottolinea la presidente del gruppo all’Eurocamera Iratxe Garcia Perez. E c'è chi pensa già al futuro, con Berlino che chiede all’Europa di assumersi «maggiori responsabilità» in materia di sicurezza dopo la vittoria del tycoon e annuncia una riunione nel pomeriggio tra il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius e il suo omologo francese Sébastien Lecornu.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha affermato che la leadership di Trump «sarà ancora una volta fondamentale per mantenere forte la nostra Alleanza. Non vedo l’ora di lavorare di nuovo con lui per promuovere la pace attraverso la forza della Nato». Mentre la presidente della commissione Ue von der Leyen ha parlato di «un vero partenariato tra i nostri popoli, che unisce 800 milioni di cittadini», auspicando di «lavorare insieme a un’agenda transatlantica forte che continui a dare risultati per loro».
Ma è chiaro che già si riflette sulle possibili ripercussioni del ritorno di Trump alla Casa Bianca sui rapporti commerciali tra Europa e Usa, gli equilibri nella Nato e le crisi internazionali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato con Trump per la sua «impressionante» vittoria, augurandosi che questa «aiuterà l’Ucraina ad ottenere una pace giusta». Ma durante la campagna elettorale, il tycoon ha minacciato più volte di sospendere l’aiuto americano in Ucraina, promettendo di mettere fine alla guerra in 24 ore. Parole alle quali Mosca guarda con attenzione: «Gli Usa sono in grado di contribuire alla fine del conflitto» in Ucraina, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Siccome proprio gli Usa sono il paese che butta costantemente benzina sul fuoco» sono in grado di «cambiare la traiettoria della loro politica», «ma se questo sarà fatto e in che modo lo sapremo solo dopo gennaio». Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin non ha in programma di congratularsi con Trump: gli Usa restano «un Paese ostile» e Mosca giudicherà la prossima amministrazione in base a «passi concreti».
Congratulazioni a Trump sono giunte anche dal premier britannico Keir Starmer e dal presidente turco Erdogan, così come da altri capi di Stato e di governo in tutto il mondo, mentre l’Iran invia il messaggio che «non importa chi diventerà presidente degli Stati Uniti, perché i nostri piani sono già stati fatti», ha affermato la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani.