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Strage della domenica della Palme a Sumy: i missili russi fanno decine di morti, anche due bambini

13 Aprile 2025, 20:50

sumy

Un lampo arancione immortalato da una telecamera di un’automobile che percorreva il centro della città. E in un attimo, il caos e la morte. La domenica della Palme di Sumy, con tante persone che erano in strada per andare a messa, è stata marchiata con il sangue da due missili balistici russi: il bilancio, decine di vittime, inclusi due bambini, ed un oltre un centinaio di feriti. «Solo un bastardo può fare una cosa simile», sono state le prime parole di Volodymyr Zelensky, per denunciare il peggior attacco contro i civili in questo 2025. Uno schiaffo sonoro su tutti gli sforzi diplomatici in corso per arrivare almeno ad un cessate il fuoco temporaneo.

L’attacco russo su Sumy, secondo quanto ha ricostruito l'intelligence di Kiev, è stato lanciato dalle regioni di Voronezh e Kursk con due Iskander, che si sono abbattuti intorno alle dieci del mattino nell’area dell’Università della città nel nord-est dell’Ucraina. Il primo missile si è schiantato contro un centro congressi dell’ateneo, il secondo ha centrato un filobus a circa 200 metri di distanza. I danni sono stati ingenti, almeno 20 edifici, tra cui 4 istituti scolastici, negozi e automobili, ma a dare le dimensioni del dramma è stato il numero delle vittime civili: almeno 34 morti, tra cui 2 bambini, e oltre 120 feriti, tra cui una quindicina di minori. Alcuni di loro erano fuori dal complesso universitario colpito dal raid, che avrebbe dovuto ospitare uno spettacolo teatrale. Le foto e video diffusi dopo l’attacco hanno mostrato colonne di fumo, passanti in fuga in preda al panico e veicoli fare retromarcia per allontanarsi dal pericolo in seguito ai due boati.

Giornalisti sul posto hanno visto corpi coperti da lenzuola argentate disseminati nel centro della città, mentre i soccorritori erano impegnati a scavare tra le macerie di un edificio e a trasportare i feriti negli ospedali.

Per Zelensky si è trattato dell’ennesima dimostrazione della brutalità delle forze russe, che per di più hanno violato la solennità della Pasqua. «I missili nemici colpiscono una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni e questo avviene in un giorno in cui le persone vanno in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’ingresso del Signore a Gerusalemme», ha sottolineato il leader ucraino, denunciando un atto di "terrorismo» deliberato e lanciando un appello agli Stati Uniti, all’Europa e al resto del mondo per una «dura reazione». E dall’Occidente la condanna unanime alla Russia è arrivata. Anche dall’amministrazione Trump, finora dialogante con Cremlino, ma stavolta costretta ad ammettere che è stato «superato il limite della decenza». Proprio pochi giorni fa l’inviato statunitense Steve Witkoff aveva incontrato Vladimir Putin a Mosca per provare a strappare allo zar il sì ad una tregua parziale.

Sumy, una delle principali città ucraine, a 40 chilometri dal confine con la Russia, in questi tre anni di guerra è stata ciclicamente bersaglio di raid ma finora è stata risparmiata dai combattimenti che infuriano a sud, soprattutto nel Donbass. Da settimane, tuttavia, Kiev avverte che Putin ha in mente di lanciare un’offensiva anche nel nord per costituire una sorta di zona cuscinetto a protezione del vicino Kursk, ancora in parte occupato dalle truppe ucraine.

L’apertura di nuovo fronte di guerra sarebbe uno dei peggiori scenari possibili per Kiev, che per questo continua a chiedere sostegno militare agli alleati. Nel frattempo, le autorità rinnovano gli appelli alla resistenza: il simbolo di questa lotta, rilanciato dopo la tragedia della Settimana santa, è la bandiera nazionale rimasta intatta tra le rovine di un palazzo di Sumy.