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Droni russi sulla Polonia, tensione alle stelle: Varsavia invoca l'ombrello della Nato. Mosca: «Non c'entriamo»

Una decina di velivoli abbattuti: «Basta con le provocazioni di Putin»

10 Settembre 2025, 16:12

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Stanotte la Polonia è stata teatro di un grave attacco aereo con droni russi, segnando la più grave violazione dello spazio aereo europeo dall’inizio della guerra in Ucraina. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni droni hanno sorvolato la regione al confine est tra Polonia, Ucraina e Bielorussia, con uno di essi che ha percorso fino a 300 chilometri all’interno del territorio polacco prima di schiantarsi vicino a Mniszków, nel voivodato di Iódzkie. Un altro drone ha colpito una casa a Wyryki Wola, nella regione di Lublino, provocando danni senza feriti.

Le autorità polacche, che hanno anche chiesto di attivare l'art. 4 dell'Alleanza Atlantica, in un contesto di massima allerta, hanno persino chiuso l’aeroporto Chopin di Varsavia e attivato le difese aeree. I residenti nelle province di Podlachia, Masovia e Lublino sono stati invitati a rimanere nelle proprie abitazioni. Le forze di sicurezza hanno identificato finora sette droni e resti di un missile di origine non identificata. Nei pressi di un cimitero nella città di Czesniki, a 50 chilometri dal confine, sono stati ritrovati componenti con iscrizioni in cirillico.

Da Mosca, il ministero della Difesa ha commentato che la gittata massima dei droni utilizzati non supererebbe i 700 chilometri, rivendicando attacchi a «imprese industriali-militari» in Ucraina occidentale.

La reazione internazionale è stata unanime. Il ministro della Difesa britannico John Healey ha accusato Putin di aver raggiunto un «nuovo livello di ostilità verso l’Europa» e ha sottolineato che «l’aggressione russa non fa che rafforzare la Nato». Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano, ha definito l’attacco «un atto inaccettabile con uno scopo provocatorio e di test» e ha espresso solidarietà alla Polonia, ribadendo il sostegno dell’Italia e degli alleati Nato alla sicurezza europea.

La portavoce del governo tedesco Sebastian Hille ha definito l’incursione «molto, molto seria», sottolineando che la Russia vuole «testare» la Nato e ha richiamato l’attenzione sulla minaccia concreta rappresentata dall’escalation.

Anche Washington ha espresso vicinanza ai Paesi membri della Nato coinvolti: l’ambasciatore americano presso l’Alleanza, Matthew Whitaker, ha confermato l’impegno degli USA a difendere «ogni centimetro del territorio dell’Alleanza» dalle violazioni dello spazio aereo.

Il contesto è preoccupante perché dal 2023 a oggi si registrano almeno 34 violazioni aeree di droni russi negli spazi aerei di Paesi confinanti con l’Ucraina, 20 dei quali membri Nato, secondo l’organizzazione mediatica russa indipendente Verstka. Oltre alla Polonia, casi simili si sono verificati in Lettonia, Bulgaria, Croazia e Lituania, dove i droni sono stati finora per lo più monitorati o oggetto di proteste diplomatiche.

Tuttavia, la risposta congiunta e militare della Nato in Polonia – con l’impiego di caccia F16 polacchi, F35 olandesi, Awaks italiani e sistemi Patriot tedeschi – rappresenta un punto di svolta, evidenziando come Mosca stia intenzionalmente alimentando un’escalation che mette a dura prova la stabilità della regione.