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Lo stile

La prima influencer globale, con lei la Francia di moda

La sua quotidianità fatta di capi semplici ma audaci, libera le donne dal formalismo sartoriale

28 Dicembre 2025, 11:48

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La prima influencer globale, con lei la francia di moda

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Negli anni in cui il mondo cambiava ritmo e le donne cercavano una nuova voce, una giovane attrice francese rivoluzionava il costume senza scrivere manifesti. Brigitte Bardot non recitava soltanto: dettava tendenze, spostava capitali, scardinava tabù. Era cinema, moda, politica del corpo. Ed era ovunque.

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, la sua immagine diventò così potente che la Francia coniò un termine su misura: "bardolâtrie". Era la venerazione collettiva per una donna che incarnava l’emancipazione attraverso il fascino, la ribellione, lo stile, una nuova idolatria di una magnifica Venere. Il suo modo di vestire - magliette attillate, pantaloni aderenti, capelli spettinati con arte - invase le strade europee e americane, segnando l’alba del prêt-à-porter e mettendo in discussione la supremazia dell’haute couture parigina.

Il 1956 è l’anno della svolta: con "Et Dieu créa la femme" di Roger Vadim (titolo in italiano tradotto come "Piace a troppi"), Bardot - appena ventiduenne - diventa un’icona mondiale. Il film scandalizza per la sua sensualità libera e sfrontata, ma il pubblico è incantato. Bardot non rappresenta più un personaggio, ma una nuova idea di femminilità: naturale, autodeterminata, moderna.

La sua vita sentimentale - turbolenta e mediatica - alimenta l’interesse costante dei media. Quattro matrimoni, innumerevoli amori celebri, tentativi di suicidio, crisi depressive. Ogni passaggio viene documentato, commentato, discusso.

Ma Bardot non è solo un’icona frivola da copertina: è un fenomeno culturale. La scrittrice Simone de Beauvoir nel 1959 le dedica un saggio semplicemente intitolato "Brigitte Bardot" in cui la analizza come simbolo della nuova condizione femminile: la donna che seduce e decide, che è oggetto del desiderio ma anche soggetto del proprio destino.

Nel 1973 Bardot si ritira dal cinema a soli 39 anni, delusa dall’industria e stanca della sovraesposizione. Da allora si dedica alla difesa degli animali e fonda la Fondation Brigitte Bardot. Negli anni Duemila torna al centro delle polemiche per dichiarazioni considerate xenofobe o razziste, che le valgono diverse condanne. Il mito si incrina, ma resiste: Bardot resta uno dei pochi nomi capaci di attraversare generazioni e discipline, dai cinefili agli stilisti, dai filosofi alle attiviste.