Il caso
Gli Usa "graziano" la pasta italiana: spariscono i dazi antidumping su 13 marchi
Niente più tariffa punitiva del 92%: esulta il ministero degli Esteri e quello dell'Agricoltura
Buone notizie dagli Usa per uno degli elementi caratterizzanti della cucina italiana - da poco patrimonio Unesco - la pasta. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto alcune valutazioni nella notte - in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo - in relazione ai dazi antidumping su alcuni marchi di pasta italiani. La cosiddetta analisi post-preliminare ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria il 4 settembre: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati. Lo rende noto la Farnesina.
«La rideterminazione dei dazi è segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi», scrive la Farnesina in merito alla revisione al ribasso dei dazi antidumping sulla pasta italiana da parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. «È anche un segno dell’efficacia del sostegno assicurato dalla Farnesina e dal Governo sin dal principio e che intendiamo continuare ad assicurare in vista delle decisioni definitive» aggiunge la nota.
Negli scorsi mesi, a causa di dazi ipotizzati fino al 107%, si era anche parlato di un possibile addio della pasta italiana dagli Stati Uniti. L'allarme era iniziato a ottobre ed era esploso pubblicamente dopo un articolo del New York Post e riguardava tredici marche di pasta made in Italy. Le imposte, le più alte mai ordinate da Washington su un prodotto dall’inizio della stretta sulle importazioni da parte del presidente Trump, derivano da una tariffa base del 15% sui prodotti europei, a cui si somma un dazio punitivo del 92% per presunte pratiche di antidumping: l’accusa è che i produttori di pasta italiani avrebbero esportato a prezzi inferiori a quelli dei concorrenti americani. Un caso che ora sembra completamente rientrato.
A esultare per la decisione degli Usa anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti». «Abbiamo seguito sin da subito la vicenda - prosegue - ad ottobre a Chicago insieme all’ambasciatore Marco Peronaci avevamo dato un segnale importante: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta italiani. Oggi sappiamo di aver scelto la strada giusta e le tariffe sono fortemente ridimensionate. Ancora una volta - conclude Lollobrigida - abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l’Italia è forte e rispettata nel mondo».

