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Il caso

Un milione di file trafugati dallo studio del consulente di Report: ex dipendente a processo. Ranucci assicura: «Niente di riservato»

La procura di Milano rinvia a giudizio un'ex dipendente accusata di aver copiato dei documenti, anche legati a nomi eccellenti. La Lega chiede chiarimenti su un presunto dossieraggio

Redazione La Sicilia

02 Gennaio 2026, 15:19

Un milione di file dallo studio del consulente di Report: ex dipendente a processo. Ranucci assicura: «Niente di riservato»

La procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con citazione diretta di una ex dipendente dello studio di Gian Gaetano Bellavia, commercialista consulente di varie Procure oltre che della trasmissione Report, che l’ha denunciata con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico. Lo riporta il Corriere della Sera. La professionista avrebbe copiato fra il 18 giugno e il 25 settembre 2025 un milione di file prima di andare a lavorare per due società di investigazioni.

L’avvocato difensore di Valentina Varisco, Andrea Puccio, ha replicato che la vicenda è «molto più complessa» e che «la denuncia riporta una versione non aderente ai fatti e comunque incompleta se non si conoscono ulteriori eventi, di estremo rilievo, in una collaborazione quasi ventennale fra i due».

Fra i file - sarebbe sottolineato in 36 pagine di mano di Bellavia, senza firma, data e timbro della Procura e allegate al fascicolo - ci sarebbero materiali relativi a persone come Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Bettino Craxi, Gianni letta, Claudio Lotito, Geronimo La Russa, Manfredi Catella ed altri.

L’avvocato di Bellavia, Luca Ricci, ha spiegato che «allo stato l’intenzione tra le parti è comunque di cercare di adottare un approccio ispirato alla ragionevolezza, nell’ottica di arrivare ad un accordo transattivo tombale».

I timori della Lega

«Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega. Le notizie apparse anche oggi sulla stampa, che confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache nei confronti del tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, sono altamente preoccupanti. È necessario e urgente che queste vicende vengano chiarite in modo inequivocabile, anche per far emergere mandanti e destinatari di questi dossier: è utile ricordare, infatti, che alcuni processi penali sono innescati dopo notizie apparse sui media. Hanno gettato cittadini perbene nel tritacarne, salvo poi confermarne l'innocenza solo dopo anni di fango. Uno scandalo che è necessario approfondire».

Così una nota della Lega che fa riferimento ad un articolo apparso sul Corriere della Sera dal titolo "Un milione di file portati via al consulente dei pm e di Report". Nel testo si legge che la «trasmissione di Rai3 ricorre spesso al commercialista milanese Gian Gaetano Bellavia come «esperto» dei casi trattati. Ora la procura di Milano dispone il rinvio a giudizio con citazione diretta di una ex professionista dello studio, denunciata da Bellavia per l’ipotesi di «accesso abusivo a sistema informatico» nella copiatura di «un milione di file costituenti il know how dello studio Bellavia».

«Nel sintetico esempio dei file copiati» prosegue l’articolo figurano i nomi, tra gli altri, di «Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Massimo D’Alema, Alberto Di Rubba, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Gianni Letta».

La replica di Ranucci per Report

«Non c'è nulla di riservato di Report che è stato trafugato o sarebbe stato spostato» dallo studio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente del programma di Rai3: lo spiega all’Ansa Sigfrido Ranucci, aggiungendo che «si tratta soltanto di materiale legato alla gestione dello studio da commercialista del nostro perito Bellavia. Materiale - sottolinea - proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, documenti del genere che sono stati fatti analizzare al nostro perito».

«Non c'è nessun materiale riservato che ha portato a processi mediatici», dice ancora Ranucci replicando alle osservazioni della Lega, che ha parlato di «indagini parallele e opache» nei confronti del tesoriere del Carroccio Alberto Di Rubba. «Sui processi dei commercialisti della Lega, Report non ha alcun merito, se non quello di averli raccontati. Il merito del perché sono finiti a processo - conclude - è solo ed esclusivamente degli stessi commercialisti. Non c'è nessun mistero - conclude - da parte di Report».