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Caso Garlasco

Stasi sta scontando la condanna per l'omicidio di Chiara Poggi: con la riapertura delle indagini si paventa l'errore giudiziario

Se l'ex fidanzato della giovane uccisa nel 2007 a un certo punto fosse dichiarato innocente lo Stato Italiano dovrebbe risarcirlo. La cifra ammonta a diversi milioni di euro

Laura Distefano

03 Gennaio 2026, 20:02

Garlasco, il ritorno di Stasi in aula: tra nuova perizia sul Dna e vecchie ferite che non si rimarginano

E se Alberto Stasi fosse innocente? Chissà quante volte questa domanda è saltata nella testa degli italiani in questi mesi dopo che la procura di Pavia ha riaperto le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi. Ora il nome che si ripete è quello  di Andrea Sempio, l'amico del fratello della giovane uccisa nel 2007 nella casa di Garlasco. Mentre i pm stanno in silenzio e i difensori di Sempio sono diventati personaggi mediatici, si concretizza sempre di più l'ipotesi di un possibile errore giudiziario. Alberto Stasi era stato assolto. Per ben due volte. Ma poi tutto è stato ribaltato e nel 2015 è arrivata la condanna a 16 anni. La famiglia di Chiara Poggi è convinta della colpevolezza di Stasi: «Per noi vale la sentenza di condanna della Cassazione». Però bisognerà vedere l'evolversi dell'inchiesta, molto costosa, fra test del Dna e impronte digitali.  

I legali di Stasi stanno seriamente pensando e valutando di presentare alla Corte d'Appello una revisione del processo. E se dovesse esserci l'epilogo del proscioglimento, si avvierebbe la causa per il risarcimento. Un risarcimento che facendo i conti sarebbe milionario per lo Stato Italiano. Nei mesi scorsi diverse testate nazionali, fra cui Tgcom, hanno fatto una stima che si aggira dai 4 ai 6 milioni di euro. Uno dei risarcimenti più onerosi della storia del governo italiano.

A differenza della comune "ingiusta detenzione" (che riguarda la custodia cautelare e ha un tetto massimo di 516mila euro), il caso di Stasi rientrerebbe nel perimetro dell’errore giudiziario. Qui non esistono limiti legali: lo Stato deve riparare integralmente il danno a chi ha subito una condanna definitiva ingiusta.

Secondo le proiezioni legali, il conto finale potrebbe toccare i 6,5 milioni di euro, così ripartiti: Detenzione fisica: Per i circa 3.650 giorni trascorsi in cella dal 2015, il calcolo equitativo potrebbe oscillare tra i 2 e i 3,5 milioni di euroDanno morale e d’immagine: L'ombra del sospetto che ha accompagnato Stasi dai 24 ai 41 anni potrebbe valere un indennizzo supplementare di 1,5 milioniSpese legali: Il rimborso per vent'anni di perizie e battaglie processuali è stimato intorno ai 500mila euro.

Ma non va scordato che Alberto Stasi sta già pagando il risarcimento alla famiglia di Chiara Poggi, che si è costituita parte civile nel processo. I soldi già versati da Stasi, nonostante si sia sempre proclamato innocente, ammontano a circa 850mila euro. 

In caso di assoluzione, Stasi avrebbe diritto a chiederne la restituzione. L'avvocato Giandomenico Caiazza a TgCom ha detto alcuni mesi fa: «Se Stasi fosse assolto dopo una condanna definitiva, saremmo davanti a un errore che sconfessa lo Stato. Non è come il caso Tortora, che fu assolto prima del verdetto finale. Qui parliamo di un sistema che smentisce sé stesso dopo aver distrutto la vita adulta di un uomo». Tra il 1992 e il 2022 l'Italia, secondo il calcolo di errorigiudiziari.it, ha speso 870 milioni di euro per errori giudiziari.