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caos nei trasporti

Neve e gelo paralizzano il cuore dei cieli europei: centinaia di voli cancellati tra Olanda e Belgio

Dalla “città dei canali” alla capitale d’Europa, il maltempo scompagina piani e connessioni: perché Schiphol si è fermato, cosa succede a Bruxelles

Redazione La Sicilia

05 Gennaio 2026, 17:12

Neve e gelo paralizzano il cuore dei cieli europei: centinaia di voli cancellati tra Olanda e Belgio

Sulla pista di Schiphol ad Amsterdam la neve è fitta, la visibilità ridotta, i mezzi di Rijkswaterstaat girano senza sosta, mentre i tabelloni partono-arrivi diventano una griglia di cancellazioni. In poche ore, la tempesta invernale che ha investito i Paesi Bassi ha trasformato uno dei principali hub europei in un grande imbuto: oltre 450 voli cancellati nella giornata di lunedì 5 gennaio 2026, con la prospettiva di ulteriori tagli. E in Belgio, dove il Royal Meteorological Institute (RMI) ha diramato un’allerta gialla per neve e ghiaccio, i disagi si propagano: ritardi, alcune cancellazioni a Bruxelles-Zaventem, traffico su strada e ferrovia a singhiozzo. È l’Europa del Nord bloccata da una corrente artica che non fa sconti a nessuno, men che meno all’aviazione civile.

Cosa sta succedendo a Schiphol: dati, cause e catena del caos

Secondo fonti aeroportuali e l’agenzia ANP, riportate da Reuters, Schiphol ha cancellato più di 450 voli soltanto nella mattina di lunedì 5 gennaio 2026, avvertendo che il conteggio sarebbe salito nelle ore successive a causa di nuove nevicate e del ghiaccio sulle superfici operative. È l’apice di una sequenza di giornate complicate: tra venerdì e domenica, sono stati soppressi “centinaia” di collegamenti, con KLM che ha iniziato a tagliare la propria programmazione già da domenica (almeno 124 voli cancellati per il lunedì), mentre l’aeroporto avvertiva di ritardi anche per le procedure di de-icing.

Nel corso della mattinata di lunedì, un vero e proprio “stop a terra” ha fermato tutti i movimenti: niente decolli, niente atterraggi, zero piste disponibili per la Luchtverkeersleiding Nederland (il controllo del traffico aereo olandese). Eurocontrol ha segnalato ritardi elevati per gli arrivi e ha chiesto alle compagnie di cancellare fino alla metà dei voli programmati fino al tardo pomeriggio, dirottando gli arrivi in Germania (soprattutto Düsseldorf) e limitando gli scali di emergenza a Schiphol, praticamente indisponibile per le deviazioni. La conta parziale della giornata: circa 560 cancellazioni (somma di partenze e arrivi) a metà giornata, con infrastrutture terrestri in parallelo sotto stress e una congestione autostradale fino a 690 chilometri.

Il contesto meteo è stato scandito dalle allerte del KNMI: prima codice giallo diffuso, poi un picco di codice arancione in dieci province a partire dalle 11:00 di lunedì, con avvisi su neve intensa, strade sdrucciolevoli e visibilità compromessa. Tra sabato e domenica, il bollettino parlava di accumuli fino a 5 cm e di rovesci di neve tonda e grandine a tratti, elemento che moltiplica i tempi di sghiacciamento e pulizia di piste, raccordi e piazzali. Il risultato: sabato “giornata disturbata” con oltre 500 movimenti aerei colpiti e domenica altre centinaia di cancellazioni.

Oltre l’aeroporto: strade e treni, l’effetto domino in Olanda

L’ondata di gelo non si è fermata ai cancelli dell’aeroporto. La rete ferroviaria ha ridotto frequenze e convogli, la linea alta velocità Amsterdam–Rotterdam (via Schiphol) ha visto meno treni, i bus regionali — in particolare in Utrecht e Frisia — sono stati sospesi almeno fino a mezzogiorno di lunedì. Sulle strade, oltre alle squadre spargisale in azione, Rijkswaterstaat ha sconsigliato gli spostamenti non necessari nel quadrante di Utrecht, mentre la circolazione ha toccato punte di centinaia di chilometri di code.

Il quadro in Belgio: allerta gialla RMI, ritardi a Zaventem e rischi su strada

In Belgio, la giornata di lunedì 5 gennaio 2026 è iniziata con allerta gialla dell’RMI per neve e ghiaccio sull’intero territorio, con accumuli previsti tra 1 e 3 cm e temperature attorno o sotto lo zero. È un profilo meteo che non implica, di per sé, la chiusura sistematica degli aeroporti, ma rende plausibili ritardi e alcune cancellazioni a Brussels Airport per i cicli di sghiacciamento e le operazioni di pulizia delle piste. Le autorità e le compagnie hanno invitato i passeggeri a presentarsi in anticipo e a monitorare lo stato del volo.

Nei mesi e negli anni recenti, episodi simili hanno già mostrato quanto possa essere vulnerabile la catena multimodale belga: neve e ghiaccio hanno rallentato bus e tram nell’area metropolitana di Bruxelles, e — quando l’evento è più severo — hanno inciso anche su SNCB/NMBS e sulla puntualità complessiva. Senza confondere contesti diversi (gli scioperi del 2025 sono un’altra storia), la lezione resta: quando la temperatura scende e la precipitazione è mista, l’effetto domino tra ferro, strada e cielo è dietro l’angolo.

Le compagnie più colpite: cosa ha fatto KLM e il ruolo degli hub europei

La compagnia di bandiera olandese KLM (gruppo Air France–KLM) è stata tra le più colpite, avendo gran parte delle sue onde bancarie su Schiphol. Dopo le 295 soppressioni di domenica e i tagli già decisi per il lunedì, l’effetto si è visto su un ampio ventaglio di collegamenti intraeuropei (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna) e su alcune connessioni intercontinentali per via delle coincidenze perse. In parallelo, anche altri vettori con base o rotazioni su Amsterdam hanno ripianificato parte del network. Gli aeroporti “alternativi” più usati nei dirottamenti sono stati Düsseldorf e, in misura minore, Eindhoven e Rotterdam–The Hague.

Riflessi su Regno Unito e collegamenti ferroviari internazionali

Il fronte freddo ha investito anche il Regno Unito, con scuole chiuse in Scozia e un’ondata di disagi su voli e treni. In alcuni casi, i collegamenti britannici verso Schiphol sono stati tra i primi a essere cancellati, mentre i servizi ferroviari Eurostar da/per Amsterdam hanno risentito dei blocchi olandesi. Segno che quando si ferma un hub come AMS, l’impatto si propaga lungo tutta la dorsale del Nord Europa.

Cosa fare se il tuo volo è cancellato o pesantemente in ritardo

Verifica lo stato del volo e le comunicazioni della compagnia. A Schiphol e Brussels Airport l’informazione in tempo reale è cruciale: i Gate possono cambiare spesso, e i ritardi post-sghiacciamento possono trasformarsi in cancellazioni se la finestra meteo si richiude.

Riprogrammazione: in caso di cancellazione per maltempo, le compagnie devono offrire riprotezione sul primo volo utile, anche di un altro vettore, oppure rimborso del biglietto. È una prassi coerente con la Regolamentazione europea a tutela dei passeggeri.

Assistenza: anche quando la causa è eccezionale (neve/gelo), hai diritto a pasti, bevande e, se necessario, sistemazione in hotel se vieni lasciato a terra lontano da casa.

Compensazioni pecuniarie: l’indennizzo forfettario non è dovuto se la causa è maltempo (circostanza eccezionale non imputabile al vettore). In compenso, rimangono i diritti ad assistenza e riprotezione.

Smart rebooking: se devi raggiungere Londra, Parigi o Bruxelles, valuta alternative via terra o via altri aeroporti (ad esempio Düsseldorf). Nelle giornate più critiche, molte compagnie aprono canali di cambio gratuito.

Cosa aspettarsi nelle prossime 24–48 ore

Le previsioni del KNMI parlano di condizioni scivolose e rovesci a tratti fino alla mattina di martedì 6 gennaio 2026, con codice giallo esteso e possibilità di neve residua soprattutto nelle aree interne. In Belgio, l’RMI mantiene l’allerta gialla almeno fino a martedì mattina, con temperature tra -3 °C nell’Hautes Fagnes e +3 °C sulla costa, e accumuli locali di 1–3 cm. Tradotto in operatività: anche martedì potrebbe registrare ritardi e cancellazioni mirate, seppure con intensità in calo rispetto al picco di lunedì.