10 gennaio 2026 - Aggiornato alle 9 gennaio 2026 23:30
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SVIZZERA

Strage di Crans-Montana, arrestato il gestore del locale Le Constellation: «C'è pericolo di fuga». La moglie in lacrime: «Mi scuso con le vittime»

Jessica Moretti è uscita dagli uffici della Procura vallese in compagnia del legali. Alla coppia vengono contestati i reati di “omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose”

Alfredo Zermo

09 Gennaio 2026, 15:50

21:26

Strage di Crans-Montana, arrestato il gestore del locale Le Constellation: «C'è pericolo di fuga»

La procuratrice di Sion, Béatrice Pilloud, ha disposto una misura cautelare restrittiva nei confronti di Jacques Moretti, proprietario del “Constellation”, il locale al centro della strage di Capodanno a Crans-Montana.

Al termine dell’interrogatorio odierno, Moretti ha lasciato il Palazzo di giustizia a bordo di un cellulare della polizia cantonale, mentre la moglie, Jessica Moretti, è uscita dagli uffici della Procura accompagnata dai propri legali.

La magistratura vallesana ha chiesto la carcerazione, ravvisando un “potenziale rischio di fuga”, come riferito da 24heures, che non fornisce ulteriori particolari.

Per la prima volta, questa mattina, i coniugi sono stati ascoltati alla presenza degli avvocati delle vittime. Alla coppia vengono contestati i reati di “omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose”.

Moretti e la moglie, Jessica Maric, sono stati interrogati per sei ore e mezza dagli inquirenti. «Le indagini proseguono per determinare le circostanze dell’incendio», si legge in una nota firmata dalla procuratrice Pilloud che coordina i quattro pubblici ministeri impegnati nell’inchiesta. Al termine dell’interrogatorio dei gestori in qualità di imputati, e dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, è stata richiesta al Tribunale la misura cautelare dell’arresto nei confronti di Jaques Moretti.

La moglie Jessica al termine dell'udienza ha chiesto "scusa" per la tragedia di Capodanno nella quale hanno perso la vita almeno 40 persone e ha detto di "pensare costantemente" alle vittime. Parlando con i giornalisti, ha affermato: «I miei pensieri sono sempre rivolti alle vittime e alle persone che stanno combattendo oggi» dopo essere rimaste ferite nell’incendio.

«E' una tragedia inimmaginabile - ha affermato la donna -Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. E’ successo nel nostro locale e voglio scusarmi». 

Scuse che in realtà cozzano con l’evidenza che in presenza delle misure di sicurezza obbligatorie, che invece mancavano del tutto, la strage sarebbe stata evitata.

Sull’origine tecnica dell’incendio rimangono ormai pochi dubbi: a innescare le fiamme nel controsoffitto, rivestito di schiuma fonoassorbente altamente infiammabile, sarebbe stato un piccolo fuoco d’artificio collocato su una bottiglia di champagne sollevata da una cameriera, a sua volta alzata fino all’altezza del soffitto da un altro dipendente del locale notturno.

Restano tuttavia irrisolti numerosi interrogativi su responsabilità e rispetto delle normative di sicurezza.

L’audizione ha rappresentato per la coppia, originaria della Corsica ma con interessi anche a Ginevra e a Cannes, l’occasione per ribadire la “piena collaborazione” annunciata in un comunicato diffuso nei giorni scorsi.

È servita inoltre a affrontare alcune circostanze emerse di recente, e non confermate, secondo cui la donna, presente nel locale al momento del rogo, sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza mentre si allontanava durante l’emergenza.

Proprio sul lo stato di libertà dei Moretti si sono concentrate le critiche dei legali delle famiglie delle vittime, che auspicavano la “custodia cautelare dei due proprietari”.

Parallelamente, l’inchiesta guarda con crescente attenzione alle eventuali responsabilità del Comune di Crans-Montana, sempre più isolato sul piano istituzionale.

Il Governo del Vallese, non ha nascosto l’irritazione per le inadempienze nei controlli al Constellation: “L’inchiesta dovrà stabilire eventuali falle nel sistema di controllo dell’esercizio”, ha precisato un portavoce della Cancelleria di Stato del Vallese, ma “da parte sua, il Comune ha annunciato di non aver effettuato controlli negli ultimi cinque anni, circostanza che non corrisponde a quanto previsto dalla legislazione”.