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il caso

Famiglia nel bosco, perché la madre rischia l'allontanamento dalla struttura dove sono stati portati i tre bambini

La donna rischia di essere trasferita altrove tra tensioni con la tutrice, accuse di ansia infantile e pressioni politiche, mentre restano aperti i nodi su scuola e ristrutturazione del casolare

Redazione La Sicilia

10 Gennaio 2026, 19:06

Famiglia nel bosco, perché la madre rischia l'allontanamento dalla struttura dove sono stati portati i tre bambini

Catherine Birmingham all’interno della casa famiglia di Vasto è considerata un intralcio al percorso avviato e potrebbe portare al suo allontanamento dalla struttura.

“Rigida e non collaborativa”: così viene descritta la madre dei tre “bambini del bosco”, ospitati dal 20 novembre scorso in una struttura protetta dopo l’ordinanza dei giudici che ha sospeso la responsabilità genitoriale di lei e del marito Nathan, disponendo l’allontanamento dei figli — due gemelli di sei anni e una bambina di otto — dal rudere tra gli alberi a Palmoli.

Se non verrà superata la diffidenza che la donna avrebbe manifestato nei confronti degli assistenti sociali — rilievo confermato anche dai giudici dell’Aquila —, a Birmingham potrebbe essere negata a breve la possibilità di restare nella comunità, dove attualmente le sono concessi tre incontri al giorno con i minori.

Sul piano politico, alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni — che ha ipotizzato un intervento sulle norme in materia di allontanamento dei minori — si è aggiunta la posizione della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella: “Se togli i bambini ad una famiglia, una famiglia che li ama, ci devono essere veramente motivi di sicurezza per la vita, di abusi, motivi estremi. Altrimenti quello che bisogna fare è aiutare la famiglia. Se c’è un problema di socializzazione o di scolarizzazione insufficiente, sostieni la famiglia”.

La vicenda, intanto, rischia di complicarsi ulteriormente dopo le recenti dichiarazioni di Catherine, secondo cui i figli vivrebbero uno stato d’ansia nella casa famiglia, al punto da compiere atti di autolesionismo come mordersi nervosamente le dita. Affermazioni respinte dalla tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino: “Non c’è alcun documento che attesti questo. Se lo hanno lo tirino fuori”.

Frizioni tra madre e tutrice erano già emerse nelle scorse settimane, verosimilmente tra incomprensioni e irrigidimenti reciproci. Nei primi giorni in comunità, riferiscono i giudici nella decisione che ha respinto il ricorso dei legali di Birmingham, la donna avrebbe cercato di imporre alcune proprie regole all’interno della struttura.

Restano aperti i dossier riguardanti l’istruzione dei minori e la ristrutturazione del casolare. Su questi fronti, al momento, non risultano atti formali, come ha precisato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli: “Ad oggi nessuna richiesta è stata fatta al Comune”, né per l’iscrizione a scuola né per l’ottenimento dei documenti necessari ad avviare i lavori nella casa nel bosco.

Già la prossima settimana potrebbe però arrivare qualche decisione, soprattutto sull’urgenza della frequenza scolastica: in alternativa, si valuta la possibilità di individuare un’insegnante che raggiunga la struttura di Vasto.