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Tragedia

Crans-Montana, Jacques Moretti resta in carcere per tre mesi: ipotizzato il disastro colposo

Dopo il rogo al Constellation che ha ucciso 40 persone (sei italiani); le famiglie delle vittime chiedono verità

Redazione La Sicilia

12 Gennaio 2026, 14:22

14:38

Crans-Montana, Jacques Moretti resta in carcere per tre mesi: ipotizzato il disastro colposo

Il Tribunale di Sion ha convalidato per tre mesi la custodia cautelare di Jacques Moretti, proprietario del Constellation di Crans-Montana, il locale notturno dove è divampato l'incendio costato la vita a 40 persone.

La Procura di Roma, che indaga sulla strage di Crans-Montana con 40 vittime, tra cui sei cittadini italiani, ipotizza anche il reato di disastro colposo.

Nel fascicolo, al momento contro ignoti, si procede inoltre per incendio, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.

I magistrati di piazzale Clodio invieranno a breve una rogatoria alle autorità svizzere per ottenere l'elenco degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori e all'attività istruttoria svolta in questi giorni.

Nelle motivazioni, il Tribunale delle misure detentive di Sion conferma per Moretti «l'esistenza di un pericolo di fuga, unico rischio invocato dal Ministero Pubblico».

«La signora Jessica Moretti ha preso atto della decisione pronunciata pochi istanti fa dal Tribunale delle misure detentive, che permetterà a suo marito, una volta soddisfatte le condizioni previste, di riacquistare la libertà. Tale autorità ha valutato correttamente l’impegno incondizionato di Jessica Moretti e di suo marito a non sottrarsi a questa prova giudiziaria, che affronteranno insieme».

Lo dichiarano gli avvocati Nicola Meier e Yaël Hayat che difendono i coniugi Moretti, titolari del disco bar Constellation.

«Come ricordato dalle autorità di detenzione nel loro comunicato, - spiegano i legali - questa decisione si iscrive nel rigoroso rispetto dei principi cardine che devono guidare l'esame di una privazione preventiva della libertà».

«Non possiamo dunque che essere solo molto parzialmente soddisfatti della custodia cautelare, per il momento, del solo gestore. Ognuno vivrà con la propria coscienza». Lo afferma all'ANSA Sébastien Fanti, legale di alcune famiglie delle vittime del rogo del Constellation, commentando la decisione dei giudici.

«Questa mattina - riferisce il legale - il padre di un bambino arso vivo mi ha detto: 'È morto come in guerra, quindi d'ora in poi è guerra'».