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Giudiziaria

Peculato e corruzione, la Gdf piomba negli uffici del Garante della Privacy: indagati il presidente e gli altri membri dell’autorità

La notizia data anche da Sigfrido Ranucci che con Report aveva sollevato il caso “sulle spese di rappresentanza del Collegio” e sulla “mancata sanzione” nei confronti di Meta

Redazione La Sicilia

15 Gennaio 2026, 10:48

11:51

Peculato e corruzione, la Gdf piomba negli uffici del Garante della Privacy: indagati il presidente e gli altri membri dell’autorità

Perquisizioni della Guardia di Finanza sono in corso nella sede del Garante per la protezione dei dati personali, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e gli altri componenti del Collegio. Le ipotesi di reato contestate sono peculato e corruzione. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Oltre a Stanzione risultano indagati Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Durante le attività delle Fiamme Gialle sono stati acquisiti telefoni cellulari e computer. L’indagine trae origine da servizi della trasmissione Report riguardanti spese e procedure sanzionatorie ritenute opache. 

Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy”, scrive Goffredo Ranucci sul suo profilo Facebook. “In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine”. Al centro degli approfondimenti, spiega il conduttore di Report, vi sarebbero “le spese di rappresentanza del Collegio” e la “mancata sanzione” nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: “i Ray-Ban Stories”.

E ci sono anche alcune tessere «Volare Classe Executive», del valore di 6 mila euro ciascuna, tra le utilità contestate i quattro indagati, tutti componenti del collegio del garante della Privacy, dai pm di piazzale Clodio. E' quanto emerge dal decreto di perquisizione e sequestro eseguito oggi dalla Guardia di Finanza. In particolare, nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si afferma che gli indagati «in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale - si legge - per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt'ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere "Volarè"

Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati di Roma contestano agli indagati che «avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare». Sempre per questa fattispecie agli indagati viene contestato di avere «utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica».