15 gennaio 2026 - Aggiornato alle 15:20
×

Spazio

Rientro anticipato per Crew-11: quattro astronauti in ospedale, missione comunque completata

Un problema medico non specificato ha riguardato gli astronauti sottoposti adesso ad accertamenti

Redazione La Sicilia

15 Gennaio 2026, 14:02

Rientro anticipato per Crew-11: quattro astronauti in ospedale, missione comunque completata

I quattro astronauti della missione Crew 11 dovranno trascorrere una notte in ospedale «per ulteriori accertamenti»: lo hanno detto l’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, e il capo del direttorato della Nasa per le operazioni relative alle missioni spaziali, Joel Montalbano, nella conferenza stampa organizzata dall’agenzia spaziale americana dopo il rientro della navetta Crew Dragon Endeavour. Il rientro dell’equipaggio è avvenuto circa un mese in anticipo a causa di un problema medico a uno degli astronauti, «le cui condizioni rimangono stabili», ha detto Isaacman. L’identità dell’astronauta e la natura del problema di salute non sono resi noti dalla Nasa per ragioni di privacy. La decisione del ricovero di una notte, hanno aggiunto Isaacman e Montalbano, era stata presa giorni fa: «prima del rientro - ha detto - la Nasa aveva coordinato il trasporto di tutti e quattro i membri dell’equipaggio in un ospedale locale per ulteriori accertamenti, sfruttando le risorse mediche sulla Terra per fornire la migliore assistenza possibile».

Dopo i primissimi controlli medici non appena usciti dalla navetta, i quattro gli astronauti, ossia Mike Fincke e Zena Cardman della Nasa, il giapponese Kimiya Yui e il russo Oleg Platonov, sono starti portati in ospedale in elicottero. Dopo la notte in ospedale, tutti e quattro andranno al Johnson Space Center della Nasa a Houston, dove saranno sottoposti ai tradizionali controlli medici al rientro da una missione. «Non è stato un problema legato all’ambiente della Stazione Spaziale. La stessa cosa sarebbe potuta accadere sulla Terra», ha detto Isaacman. «Non potrei essere più orgoglioso dei nostri astronauti e dei team a terra della NASA, di SpaceX e delle nostre partnership internazionali», ha aggiunto. «La loro professionalità e la loro dedizione hanno mantenuto la missione in carreggiata, anche con una tempistica modificata. Crew-11 ha completato oltre 140 esperimenti scientifici che fanno progredire l’esplorazione umana. Missioni come Crew-11 dimostrano la capacità insita nel programma spaziale americano: la nostra capacità di riportare a casa gli astronauti quando necessario, lanciare rapidamente nuovi equipaggi e continuare a spingere sui voli spaziali umani mentre ci prepariamo per la nostra storica missione Artemis II, dall’orbita terrestre bassa alla Luna e infine a Marte».

(ANSA).