Avvistamenti
Il mistero dei droni sui siti militari a La Spezia: Marina in allarme, Prefettura convoca tavolo sulla sicurezza
Sorvoli ripetuti vicino a installazioni strategiche: forze dell’ordine avviano accertamenti. Tra ipotesi di hobbisti imprudenti e timori per operazioni coordinate
Piccoli UAS, i droni che, di notte, fanno capolino nel perimetro della “città-arsenale” di La Spezia. Per qualcuno, all’inizio, erano la traccia distratta di dronisti in cerca di panorami. Ma quando i sorvoli si sono ripetuti e all’orizzonte è stata avvistata una vera e propria “formazione”, il registro è cambiato: Prefettura, Marina Militare e forze dell’ordine hanno aperto un fascicolo operativo. In una città che concentra arsenale, cantieristica navale, ricerca NATO, forze speciali e grandi player della difesa, anche un ronzio può diventare un segnale. E richiede risposte.
La sequenza degli avvistamenti e il cambio di passo delle indagini
In base alle segnalazioni confluite negli ultimi giorni, alcuni droni sono stati notati “nelle immediate vicinanze” di siti d’interesse militare del golfo della Spezia. L’episodio ha portato a una riunione straordinaria in Prefettura con Marina Militare e forze dell’ordine tra il 15 e il 16 gennaio 2026, per “valutare” la portata del fenomeno e l’eventuale necessità di misure aggiuntive. Le autorità invitano alla cautela: il primo scenario preso in considerazione è quello di condotte imprudenti da parte di privati, senza escludere — alla luce del contesto internazionale — ipotesi più strutturate.
La notizia dei sorvoli ripetuti e dell’avvistamento di una “formazione” ha intensificato l’attenzione: secondo le ricostruzioni giornalistiche, i voli sarebbero stati notati in prossimità dell’arsenale della Marina Militare, della base al Varignano (sede del COMSUBIN), del centro di ricerca NATO e in area urbana prossima a impianti industriali sensibili come Fincantieri e Leonardo.
Il passaggio da episodi isolati a un pattern più consistente è la soglia che, in questi casi, separa l’imprudenza dall’interesse operativo. Qui si è superata, almeno sul piano delle verifiche.
Perché La Spezia è un obiettivo sensibile
Il golfo della Spezia non è solo un paesaggio: è un concentrato di capabilità militare, indotto industriale e ricerca duale. In pochi chilometri quadrati convivono: l’arsenale e il Comando Marittimo Nord della Marina Militare, la base del COMSUBIN al Varignano, con attività addestrative e mezzi speciali per la guerra subacquea. Proprio qui, nel 2025, è stata avviata una procedura per una barriera fisica anti-intrusione in baia, progettata per fermare anche potenziali droni di superficie: una rete di circa 300 metri, alta almeno 1,8 metri, capace di dissipare urti fino a 800 kJ. Un segno dei tempi, e della centralità del sito.
Lo stabilimento Fincantieri di Muggiano, al centro del piano industriale 2026–2030 del gruppo, con un rafforzamento della capacità produttiva nel comparto difesa e un focus sull’ecosistema underwater e sulle navi multiruolo. Nel 2025 lo stabilimento ha consegnato unità chiave e consolidato programmi con la Marina italiana e partner internazionali.
Il polo Leonardo (ex OTO Melara), che secondo stime sindacali ha registrato una crescita dei volumi fino al 30% nel 2025, con nuove assunzioni e una filiera che spazia da munizionamento intelligente a componentistica per mezzi terrestri e navali.
Il centro di ricerca NATO nel golfo, che periodicamente richiama attenzione e misure di vigilanza rafforzate, come avvenuto durante la rassegna SeaFuture 2025, quando il Comitato per l’ordine e la sicurezza decise presidi aggiuntivi su infrastrutture sensibili.
La prudenza degli inquirenti
Da fonti istituzionali emerge una linea chiara: nessun allarmismo, ma attenzione elevata. Gli accertamenti sono in corso e coperti da riservatezza; la Prefettura non rilascia al momento dettagli sugli esiti della riunione. Rimane sul tavolo l’ipotesi “leggerezza” da parte di privati che abbiano violato zone geografiche UAS interdette o limitate senza autorizzazione, ipotesi più probabile secondo fonti investigative citate dalla stampa. Ma il ripetersi degli episodi, e l’avvistamento di una possibile “formazione”, impongono al contempo di non escludere nulla.