la lite
Valentino Rossi contro il padre: soldi, perizie e affetti. La denuncia del “Dottore” sulla compagna di papà Graziano apre un caso che va oltre il gossip
La storia che scuote Tavullia e la MotoGP: tra estratti conto con causale “prestito”, perizie psichiatriche e un incarico di amministratore di sostegno revocato, ecco cosa sappiamo – e cosa no – della denuncia per circonvenzione d’incapace presentata da Valentino
Una causale “prestito” di 100.000 euro è una delle voci al centro della denuncia sporta da Valentino Rossi contro la compagna del padre Graziano. Intorno a quella riga si dipanano altre somme – fino a 176.000 euro prelevati dal conto, cui si aggiungono 34.000 euro in contanti – e soprattutto una domanda che non ha nulla di sportivo: il padre del nove volte campione era in una condizione di debolezza tale da essere indotto a compiere atti economicamente dannosi?
La storia è questa: mel 2024 Valentino Rossi chiede – e ottiene – di diventare amministratore di sostegno del padre Graziano Rossi, 71 anni, sulla base di una perizia di parte che ne descrive un quadro di fragilità nella gestione dei propri interessi. L’istituto dell’amministrazione di sostegno, previsto dalla Legge n. 6/2004, serve a proteggere chi, anche temporaneamente, ha bisogno di aiuto nel curare i propri affari, con la “minore limitazione possibile” della capacità di agire. Lo nomina il giudice tutelare, dopo aver sentito la persona interessata e acquisito gli accertamenti necessari. In generale, l’incarico può essere modificato o revocato “in ogni tempo” se mutano le condizioni.
Nel frattempo, secondo la ricostruzione di Valentino, proprio durante l’anno di amministrazione emergerebbero movimenti di denaro a favore dell’attuale compagna del padre: 176.000 euro dal conto (di cui 100.000 con causale “prestito”) più 34.000 euro in contanti. Le somme sarebbero maturate nell’arco di una relazione che più fonti indicano come durata “circa 12 anni”.
A inizio 2025 lo scenario si capovolge. Graziano Rossi chiede la revoca dell’amministrazione di sostegno; il 4 marzo 2025 il Tribunale di Pesaro – giudice tutelare indicato come Davide Storti in più ricostruzioni – la concede, ritenendo Graziano “in piena capacità di intendere e di volere”. Valentino non impugna il provvedimento.
Dopo la revoca, Valentino Rossi deposita una denuncia penale per circonvenzione d’incapace nei confronti della compagna del padre, una donna indicata dalla stampa come 54-55enne. Il fascicolo è alla Procura di Pesaro, affidato – secondo più testate – alla sostituta procuratrice Irene Lilliu.
Secondo l’esposto del Dottore, le somme al centro della vicenda sono due blocchi distinti e rilevanti: 176.000 euro riconducibili al conto di Graziano Rossi, con 100.000 euro giustificati dalla causale “prestito”; 34.000 euro in contanti.
L’esatta qualificazione giuridica dei trasferimenti: che cosa documentano, al di là delle causali bancarie? Ci sono accordi scritti, restituzioni, spese o benefici documentati in favore di Graziano? Questi dettagli saranno decisivi. La ricostruzione peritale “fine” al momento degli atti contestati: anche se il quadro attuale può essere di piena capacità, l’indagine penale deve verificare lo stato psichico e la concreta influenzabilità in relazione agli atti specifici e al periodo in cui sono stati compiuti.
La decisione della Procura di Pesaro: si attende di capire se la pm Irene Lilliu chiederà l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Alcune testate parlano di più perizie già svolte; resta da vedere se il materiale raccolto sarà ritenuto sufficiente per un passaggio alla fase dibattimentale.