16 gennaio 2026 - Aggiornato alle 22:30
×

la gaffe

«L'Islanda 52° stato degli Usa», la battuta del nuovo ambasciatore fa discutere. E Reykjavik chiede spiegazioni a Washington

Incidente diplomatico dopo una frase di Billy Long, ex deputato repubblicano del Missouri da poco nominato da Trump: «Era solo uno scherzo»

Fabio Russello

16 Gennaio 2026, 20:23

«L'Islanda 52° stato degli Usa», la battuta del nuovo ambasciatore fa discutere. E Reykjavik  chiede spiegazioni a Washington

Una battuta sull’Islanda come “52° Stato Usa” innesca un incidente diplomatico. Il governo di Reykjavik ha chiesto chiarimenti all’ambasciata statunitense dopo le parole di Billy Long, ex deputato repubblicano del Missouri, nominato da Donald Trump ambasciatore in Islanda.

La scivolata del repubblicano

Secondo quanto rivelato da Politico, durante un incontro informale Long avrebbe detto: “Immaginate se l’Islanda, a soli 290 km dalla Groenlandia, diventasse il 52° stato americano – con il Canada come 51° – e io governatore”, riprendendo provocazioni trumpiane sull’Artico. La sortita ha riacceso timori di espansionismo statunitense, dopo le recenti mire sulla Groenlandia.

La reazione di Reykjavik

Il ministero degli Esteri islandese è intervenuto immediatamente, contattando la sede diplomatica americana per verificare la veridicità delle affermazioni. Nel frattempo, una petizione online sottoscritta da oltre duemila cittadini e indirizzata alla ministra Katrín Gunnarsdóttir chiede di respingere la nomina di Long. “Quelle parole sono un insulto per l’Islanda, che ha lottato per la sua libertà ed è sempre stata amica degli Stati Uniti: vogliamo un ambasciatore rispettoso”, si legge nel testo.

Le scuse e il ridimensionamento

Interpellato da Arctic Today, Long ha fatto marcia indietro: “Era uno scherzo tra amici che non vedevo da tre anni, dopo battute su Jeff Landry come governatore della Groenlandia – lui è l’inviato speciale di Trump lì. Se qualcuno si è offeso, mi dispiace”. L’ex parlamentare ha minimizzato l’episodio, ma nella capitale islandese l’eco della provocazione resta, con l’esecutivo che segue la vicenda sullo sfondo di tensioni artiche già elevate.