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il delitto

A La Spezia è morto Youssef, lo studente accoltellato in classe: l'assassino, il movente, cosa sappiamo finora

Il ragazzo è spirato all'ospedale Sant'Andrea dove era stato ricoverato e operato

Fabio Russello

16 Gennaio 2026, 20:44

21:51

La Spezia, è morto lo studente accoltellato in classe: l'assassino, la vittima, il movente, cosa sappiamo fin'ora

Ha combattuto per ore tra la vita e la morte Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all’interno dell’Istituto professionale "Domenico Chiodò" di La Spezia: il 18enne è deceduto in serata. Il giovane era stato colpito al costato da un altro studente di 19 anni, poi sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio. Soccorso dai sanitari del 118 e dai volontari della Croce Rossa, che hanno contenuto una copiosa emorragia, è stato trasportato d’urgenza nella shock room del pronto soccorso, dove gli è stato praticato anche il massaggio cardiaco. Una volta stabilizzato, è stato sottoposto a un delicato intervento nel reparto di chirurgia toracica e, attorno alle 16, trasferito in rianimazione. Nonostante i tentativi dei medici, non ce l’ha fatta.

LO PSICHIATRA: «E' LA SUBCULTURA DEL COLTELLO»

È morto poco prima delle 20 il ragazzo originario di Fayyum, nei pressi del Cairo, da anni residente alla Spezia con la famiglia. Un episodio di violenza che ha scosso profondamente la città e innescato immediate reazioni politiche. Tra queste, quella della Lega: il deputato Igor Iezzi ha sollecitato che «si approvi subito il nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega in Consiglio dei Ministri che, tra le varie misure, introduce anche il divieto assoluto dell’uso di lame e coltelli, con aggravanti per il loro utilizzo in contesti sensibili come le scuole».

Nelle ore seguite al ferimento, davanti al padiglione ospedaliero si sono radunate decine di persone — familiari, studenti, amici e docenti — in attesa del bollettino medico, in un clima di incredulità e angoscia. L’attacco è avvenuto all’interno di un’aula dell’edificio di via XX Settembre, istituto nato nell’Ottocento per formare gli operai dell’arsenale marittimo e oggi dedicato a corsi legati all’allestimento degli yacht, alla pesca, alla moda e all’odontotecnica.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore sarebbe entrato in classe dopo le 11 brandendo un coltello, con cui ha inferto il colpo fatale sotto gli occhi attoniti degli altri alunni. Il presunto responsabile, un 19enne anch’egli di origine nordafricana e studente dello stesso istituto, è stato bloccato dagli agenti della Polizia di Stato e portato in Questura per l’interrogatorio. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze per chiarire il contesto del gesto e verificheranno i telefoni dei coinvolti. Tra i coetanei presenti fuori dall’ospedale è circolata l’ipotesi di un contrasto nato giorni fa per motivi sentimentali legati a una ragazza: una pista al vaglio. La Polizia Scientifica ha sequestrato il coltello da cucina che l’aggressore avrebbe introdotto dall’esterno. Nelle prossime ore la Procura formulerà le contestazioni, che potrebbero configurare l’accusa di omicidio aggravato

A immobilizzare l’assalitore di Youssef sono stati un docente e alcuni studenti. Stando a una prima ricostruzione, il diverbio tra i due giovani sarebbe esploso nei corridoi dell’istituto; subito dopo la coltellata, poi rivelatasi fatale, l’insegnante lo ha bloccato mentre alcuni compagni lo hanno circondato, fino all’arrivo della polizia.

Numerose le prese di posizione. Il ministro Valditara ha ribadito il «rifiuto di ogni forma di violenza» quale missione della scuola, mentre il vicepremier Salvini ha annunciato «misure ancora più restrittive e tolleranza zero». L’assessora regionale Ferro ha definito l’accaduto «un gesto sconsiderato che lascia sgomenti» e la vicesindaca Frijia ha proposto di «rafforzare i percorsi di prevenzione». L’onorevole spezzino Orlando invita a «riflettere senza demagogia sull’aumento della violenza» nel post Covid.

Per la serata, l’Unione degli Studenti della Spezia ha organizzato una veglia in Piazza Garibaldi per esprimere «vicinanza allo studente e alla sua famiglia», chiedendo di non portare bandiere o simboli e di mantenere un rispettoso silenzio durante la manifestazione.