La tragedia
Crans Montana, Jessica Moretti difende il marito rivelando un particolare della sua vita
La titolare del Constellation, dove la notte di Capodanno sono morte, per un incendio, racconta la ricerca di stabilità da parte sua e del coniuge
«Mio marito ha avuto un’infanzia caotica, è finito per strada all’età di 14 anni. Ha conosciuto la fame. Quando ci siamo incontrati, abbiamo desiderato fin da subito la stabilità».
Lo ha raccontato Jessica Maric, moglie di Jacques Moretti, ai magistrati di Sion durante l’interrogatorio in qualità di indagata - con il coniuge - per il rogo del Constellation in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Alla procuratrice Catherine Seppey, che ha contestato ai Moretti il pericolo di fuga anche considerata la loro «abitudine di cambiare regolarmente luogo di vita», la donna ha spiegato: «Ci siamo conosciuti nell’estate del 2012 - si legge nel verbale - e sposati il 1° giugno 2013. È proprio in questa ricerca di stabilità che abbiamo scelto di stabilirci a Crans-Montana, così come di fondare qui la nostra famiglia».
«Considerando che l’imputato non dispone attualmente di alcun reddito, che lui e la moglie possiedono beni immobili gravati da ipoteche e veicoli in leasing, l’importo di 200.000 franchi appare adeguato».
La procuratrice generale aggiunta del Vallese Catherine Seppey giustifica così la richiesta della cauzione per Jacques Moretti, attualmente agli arresti nel carcere di Sion.
Nella richiesta di arresto della procura - su cui si deve ancora esprimere il tribunale - vengono indicate come misure alternative, insieme alla cauzione, anche il braccialetto elettronico, l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di indentità e della patente.
Misure analoghe a quelle cui è sottoposta la moglie Jessica Maric.
"Per quanto riguarda l’entità dell’importo della cauzione richiesta, essa deve essere sufficientemente elevata da dissuadere l’imputato dal darsi alla fuga", precisa la magistrata.
Secondo la procura «l'imputato presenta un rischio concreto di fuggire dalla Svizzera per sottrarsi alla procedura e alla sanzione prevedibile, poiché, allo stato attuale, non sembra avere alcuno sbocco per il futuro nel Canton Vallese».