19 gennaio 2026 - Aggiornato alle 18 gennaio 2026 23:06
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L'INCIDENTE

Andalusia, binari spezzati: due treni ad alta velocità deragliano ad Adamuz. Morti e feriti, traffico AV bloccato tra Madrid e il Sud

Un Iryo diretto a Madrid invade la via accanto e colpisce un convoglio per Huelva: almeno 21 vittime, decine di feriti e una notte di soccorsi tra gli uliveti della Sierra Morena

Redazione La Sicilia

18 Gennaio 2026, 22:19

19 Gennaio 2026, 00:15

Andalusia, binari spezzati: due treni ad alta velocità deragliano ad Adamuz. Morti e feriti, traffico AV bloccato tra Madrid e il Sud

Un vagone inclinato tra gli ulivi, luci blu che fendono la sera, finestre infrante a colpi di martelletto d’emergenza. Sullo sfondo, il frinire dei generatori e il fruscio dei giubbotti catarifrangenti. È il paesaggio, brusco e irreale, che Adamuz — una manciata di case bianche a nord di Córdoba — ha visto materializzarsi al calare del buio di questa domenica. Poco prima delle 19:45, un treno ad alta velocità della compagnia privata Iryo partito da Málaga verso Madrid-Puerta de Atocha è deragliato all’imbocco dei deviatoi della via 1, ha invaso il binario adiacente e ha impattato un secondo convoglio, diretto a Huelva, che a sua volta è finito fuori dai binari. La conseguenza immediata: la sospensione dell’intero traffico di Alta Velocidad tra la capitale e l’Andalusia, e un bilancio provvisorio di vittime e feriti che, ora dopo ora, si aggiorna con cautela.

IL VIDEO DEI PRIMI SOCCORSI

La dinamica in pochi minuti: un deragliamento, poi il secondo

Secondo la ricostruzione diffusa da Adif — il gestore pubblico dell’infrastruttura ferroviaria — attraverso il canale informativo su X, il treno di lunga percorrenza LD AV Iryo 6189 (Málaga–Puerta de Atocha) è uscito di via all’altezza dei deviatoi di Adamuz, invadendo la via contigua. Proprio in quell’istante, sul binario accanto transitava il LD AV 2384 (Puerta de Atocha–Huelva), che ha deragliato di conseguenza. La sequenza, rapidissima, ha trasformato un punto tecnico della rete AV in un imbuto di lamiere da cui estrarre passeggeri frastornati, alcuni rimasti incastrati nelle carrozze di coda.

Il bilancio delle vittime: “almeno due”, con stime che potrebbero aggravarsi

In un primo momento, le fonti ufficiali hanno parlato con estrema prudenza. In serata, la Guardia Civil ha confermato ad Europa Press ed EFE la presenza di almeno due morti e diversi feriti, mentre proseguivano le operazioni di soccorso e l’estrazione dei passeggeri dalle carrozze più danneggiate. Alcuni media locali hanno riportato numeri più alti, a tarda sera l'ultimo bilancio parlava di almeno ventuno vittime confermate e un centinaio di feriti, dei quali 25 gravi, con alcuni passeggeri che sono ancora intrappolati nei vagoni coinvolti, secondo la Guardia Civil, i servizi di emergenza e testimoni. Le autorità insistono però sulla natura “in aggiornamento” dei dati finché non saranno completate le verifiche sul posto e negli ospedali. Cautela, dunque, fino a comunicazioni consolidate.

Il luogo e l’ora: un nodo tecnico nella campagna cordobese

Il punto dell’incidente è all’altezza della stazione di Adamuz, in provincia di Córdoba, in un tratto di alta velocità che corre parallelo alla Sierra Morena. L’ora critica, confermata dai canali di informazione ferroviaria, è intorno alle 19:45 di domenica 18 gennaio 2026, quando il LD AV 6189 ha perso l’aderenza sui deviatoi, invadendo la via accanto. Il traffico ferroviario AV tra Madrid e Andalusia è stato immediatamente sospeso: una misura che ha interessato tutti i convogli in transito, dirottati o fermati in attesa di istruzioni, con ripercussioni a catena sui servizi serali e notturni.

I soccorsi: un dispiegamento massiccio di ambulanze avanzate e unità di crisi

Il dispositivo d’emergenza si è attivato in pochi minuti. Il 112 Andalucía e il servizio sanitario 061 hanno inviato sul posto cinque UVI mobili, un veicolo di supporto logistico e quattro unità del Dispositivo di Cuidados Críticos de Urgencia (DCCU), coordinando i trasferimenti verso i presidi ospedalieri della provincia. Nel frattempo, le forze della Guardia Civil, i vigili del fuoco e le unità di protezione civile hanno operato tra le carrozze per individuare i feriti e mettere in sicurezza l’area dei binari. In serata, la Comunidad de Madrid ha offerto supporto di posti letto ospedalieri e squadre del Summa 112 alla Junta de Andalucía, nel caso si rendesse necessario un dirottamento di pazienti in condizioni critiche.

Il colpo al sistema: alta velocità sospesa sull’asse più trafficato del Paese

La decisione di Adif di bloccare la circolazione AV tra Madrid e l’Andalusia è la più drastica ma inevitabile quando l’incidente coinvolge due convogli e un tratto di scambi. Le prime ore dopo il sinistro hanno visto la cancellazione o il ritorno ai capolinea dei treni già in marcia, provocando ritardi diffusi, riprotezioni e accodamenti di passeggeri nelle stazioni chiave: Puerta de Atocha–Almudena Grandes, Sevilla–Santa Justa, Córdoba e Málaga–María Zambrano. Le immagini circolate sui social e riprese da media regionali mostrano almeno un ultimo vagone ribaltato, un dettaglio che lascia intuire la violenza dell’urto nella parte di coda del treno.

Cosa sappiamo dei treni coinvolti e dei passeggeri a bordo

Il primo convoglio è il LD AV Iryo 6189 da Málaga a Madrid, parte del nuovo traffico privato in concorrenza con Renfe sulle linee AV. Il secondo è il LD AV 2384 da Madrid-Puerta de Atocha a Huelva, relazione che serve l’ovest andaluso collegandolo con la dorsale AV fino alla capitale. La capienza tipica dei treni Iryo, a seconda della configurazione, può superare le 400–450 persone, ma al momento non è stato comunicato con precisione il numero dei passeggeri a bordo di ciascun convoglio. Alcune testate hanno riferito di circa 300 passeggeri sull’Iryo, una cifra da considerare indicativa finché non sarà confermata ufficialmente dal vettore.

Le indagini: scambi, segnalamento e procedure sotto la lente

Quando un treno deraglia “in deviata” — ossia all’ingresso o in prossimità dei deviatoi — gli inquirenti ferroviari concentrano le verifiche su tre piani: lo stato dell’apparato di manovra (cuore del sistema che comanda gli scambi), il comportamento del convoglio (velocità, integrità del bordo ruota, risposta dei sistemi di controllo come ETCS/ERTMS), e l’eventuale presenza di un fattore esogeno (un ostacolo, un difetto localizzato di infrastruttura, un errore umano in fase di instradamento). Nel caso di Adamuz, sarà centrale accertare perché il 6189 abbia perso la via proprio sui deviatoi e come si sia determinata l’invasione del binario adiacente: una condizione che ha reso inevitabile il coinvolgimento del 2384. Fino a nuove comunicazioni ufficiali, qualsiasi ipotesi resta prematura.

La catena decisionale durante l’emergenza

Dopo il deragliamento, Adif ha attivato i protocolli per l’interruzione della circolazione e la messa in sicurezza dei binari. Nel frattempo, dal centro di emergenza di Atocha il Ministero dei Trasporti ha seguito gli sviluppi insieme ai referenti di Renfe e Iryo (per riprotezioni, autobus sostitutivi eventualmente disponibili, gestione dei rimborsi e assistenza in stazione). I servizi sanitari andalusi, coordinati dal 112, hanno disposto triage e trasferimenti; gli ospedali hanno alzato il livello di allerta per l’afflusso di feriti politraumatizzati. In serata, diversi media nazionali e regionali hanno avviato dirette e pagine di aggiornamento in tempo reale, segnalando l’allestimento di punti di supporto psicologico e — secondo alcune ricostruzioni — di numeri di assistenza per i familiari, prassi frequente in incidenti di questo tipo.

Un sistema sotto pressione: concorrenza sull’AV e standard di sicurezza

L’incidente arriva in un momento in cui la rete AV spagnola, una delle più estese d’Europa, vive una stagione di pluralità di operatori: accanto al tradizionale monopolista Renfe, sono entrati in servizio Iryo e altri player sulle dorsali ad alta velocità. La coabitazione sullo stesso tracciato impone, tra le altre cose, una perfetta interoperabilità dei sistemi di segnalamento e una robusta disciplina operativa negli scali e nei punti di instradamento. Proprio per questo, gli investigatori analizzeranno la catena degli eventi ad Adamuz: dal comando degli scambi alla marcia dei convogli, dal rispetto delle velocità in deviata all’integrità del binario e dei rottabili. La presenza di due treni in contemporanea su binari contigui rende cruciale ogni dettaglio di sincronizzazione.

Le immagini e le testimonianze: un vagone ribaltato, vetri rotti dall’interno

Molti viaggiatori hanno documentato i minuti successivi all’urto: lampi di torce, carrozze inclinate, sedili divelti, valigie sparse. In alcuni video rilanciati dai media regionali si vede chiaramente l’ultimo vagone inclinato o capovolto, indizio di una dinamica che ha scaricato verso la coda la parte più violenta dell’energia d’urto. Testimoni parlano di passeggeri che hanno utilizzato i martelletti per rompere i finestrini e uscire, prima di essere presi in carico dalle squadre di soccorso. Dettagli che, insieme alle rilevazioni tecniche, aiuteranno a ricomporre la traiettoria del deragliamento.