IL LUTTO
Addio a Valentino, l'imperatore della moda: il grande stilista aveva 93 anni
Amatissimo da star e regine, creò il suo "rosso". Indimenticabile il suo abito vintage sfoggiato da Julia Roberts agli Oscar. Sfilate, amori (anche un'attrice) e feste hollywoodiane. I funerali venerdì 23 gennaio a Roma
E’ morto Valentino, l’imperatore della moda. Non a caso il docufilm che lo celebrava, nel 2009, due anni dopo il suo addio alle passerelle, era intitolato “The last emperor”. A segnare con la sua uscita dalle scene della moda, la fine di un mondo, di un marchio così come era stato fino a quel momento. Un impero costruito sulla bellezza, la qualità estrema, il lavoro maniacale realizzato a mano dalle sarte, cucitrici, ricamatrici, modiste, l’eleganza inarrivabile di first lady, grandi dame, regine, protagoniste di un jet set che sembrava sul punto di sparire. Una moda diventata sempre più classica con il passare dei decenni ma sempre amata, e con un filo comune: i suoi abiti dovevano rendere belle le donne. «Sono sempre andato avanti per la mia strada. Mai seguito il minimalismo, il grunge, un’offesa alle donne vedere come le conciano» rispondeva, un po' snob, a chi gli chiedeva di commentare le mode del momento. "Che cosa desiderano le donne? Essere belle", rispondeva sempre. C’è un colore che porta il suo nome, e non è privilegio per tutti. Quel rosso Valentino che ha segnato un’epoca, con abiti di un particolare punto di rosso che lo stilista amava e presentava spesso. «Una donna vestita di rosso non sbaglia mai – diceva Valentino – è un colore che dona, sta bene a tutte, conferisce molta energia, molto smalto. Il rosso è vita, passione, amore, è il rimedio contro la tristezza. Penso che una donna vestita di rosso, soprattutto di sera, sia meravigliosa. È, tra la folla, la perfetta immagine dell’eroina».

Lo stilista con Anne Hathaway in "rosso Valentino" agli Oscar 2011. Lo stilista disegnerà l'abito da sposa dell'attrice
Una categoria a parte, come nel film si mostrava: alla fine della sfilata del 2007 in cui festeggiava i 45 anni di moda, lo stilista Karl Lagerfeld lo abbraccia e gli dice all’orecchio: “E’ così che si deve fare, in confronto a noi gli altri fanno solo stracci”. Un addio amaro, pare dopo contrasti con Matteo Marzotto, che aveva rilevato il marchio qualche anno prima, sia per le spese che richiedevano le collezioni di Garavani sia per il desiderio di avere uno stilista più giovane. Valentino firma l'ultima sfilata che coincide con i 45 anni del brand - «il momento perfetto per andarsene è quando la festa non è ancora finita», diceva - il cui backstage è raccontato ne "Valentimo. L'ultimo imperatore",regia di Matt Tyrnauer, con una tre giorni a Roma, tra feste, una mostre e una sfilata che chiude, con un un'ultima zampata, non con un abito rosso, come si poteva immaginare, ma con alcuni splendidi vestiti rosa.

Quei suoi sontuosi abiti da sera, mai troppo scollati o aggressivi, ma con il gusto eterno dell’alta moda, della bellezza e della raffinatezza senza tempo. E per questo amatissimi da regine e da principesse, soprattutto negli appuntamenti cruciali della vita, come i matrimoni o le grandi feste. O per gli Oscar. Come dimenticare il Valentino vintage lungo nero profilato di bianco sfoggiato da Julia Roberts nel 2001 quando conquistò l'Oscar per il film "Erin Brockovich"? Ma anche Jessica Lange, Cate Blanchett, Mercedes Ruehl, Sophia Loren, quando ritirò l'Oscar alla carriera, Jessica Tandy stringono la statuetta in mano con indosso un suo vestito. Abiti con i suoi "codici", la leggerezza dello chiffon e del tulle, i pizzi, le ruches, i fiocchi, la croccantezza del taffetà. Jackie Kennedy indossa un suo abito (che fa storia) al matrimonio con Aristotele Onassis. Un abito corto, con le maniche lunghe strette da un lungo polsino, con inserti di pizzo, della White Collection presentata nel 1968 a Pitti, a Firenze. Un vestito moderno, originale, lontanissimo dall'idea dell'abito di nozze di quel tempo. "Fare vestiti è stata la scelta migliore per me, perché sono un disastro in tutto il resto", confessava.


Un mito, una leggenda, un'icona assoluta, il simbolo della bellezza e del talento italiani, maestro di stile. Tutto vero, tutto giusto. Difficile trovare una frase, un aggettivo per chi ha segnato un'epoca, ha creato l'alta moda italiana quando regnavano solo i francesi. Leggendarie le sue feste, lussuose, opulenti, bellissime con centinaia di invitati tra reali, divi, celebrità, ereditiere. Come il gala del 1991 a Roma nella sua residenza sull’Appia Antica, per inaugurare la mostra Trent’anni di Magia ospitata dall’Accademia Valentino. O i faraonici festeggiamenti per i 45 anni di carriera, che hanno preceduto il suo addio alla moda. Tre giorni di feste sfarzose, comprensive di una retrospettiva di abiti d’archivio all’Ara Pacis, di una sfilata di alta moda nel complesso di S. Spirito in Sassia, di un galà tra le colonne del Tempio di Venere, mai concesso prima di allora, con il Colosseo sullo sfondo e il premio Oscar Dante Ferretti a curare la scenografia. Infine, di un galà con ballo e concerto live di Annie Lennox in una finta pagoda cinese nei toni oro, nero e rosso allestita nel Parco dei Daini, nel cuore nobile di Villa Borghese. Mille invitati vi ballarono fino all’alba. Valentino ballava circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrities.

O il ricevimento, nel 2006, al castello di Wideville, appena fuori Parigi, per festeggiare la Legion d’Onore, un castello amato e sede di numerosi esclusivi e lussuosi party organizzati anche per le amiche-clienti. Immerso nel verde, con giardini scenografici e interni raffinati, il castello è stato teatro di sfilate private, eventi culturali e incontri con artisti e collezionisti. E poi le case a Parigi, Roma, Capri, Gstaad in Svizzera, dove soggiornava circondato dalla bellezza, da uno stile che non seguiva le mode, dagli amici e dagli amati cani carlini.

Della sua vita privata conosciamo solo il socio, l'amico, il compagno di vita, Giancarlo Giammetti. Una relazione solidissima ultracinquantennale svelata con discrezione dopo il 2000. Quando si incontrano negli anni 60 della "dolce vita" stabiliscono i ruoli professionali, uno il talento, l'altro gli affari, i conti.In una intervista qualche anno fa disse che il suo compito era stato quello di dare a Valentino la serenità per poter creare la sua moda, permettere a Valentino di essere Valentino. "Il mio compito è stato far sì che Valentino fosse felice fino all'ultimo giorno di lavoro". Lo ha salutato con un post di Instagram, una foto del sodale di una vita ed ex compagno e una sola parola: “Forever”.
Valentino Garavani ha studiato moda a Parigi da Jean Dessès e Guy Laroche, poi ha scelto la Capitale per aprire il proprio atelier, nella città di Roberto Capucci con i suoi abiti scultura, di Irene Galitzine. I due incontrano in un night e Giammette imprime subito una spinta alla moda di Valentino. L'anno della svolta, pagina di storia del costume e della moda, è il 1962: l'anno in cui Giovanni Battista Giorgini, che ha lanciato le sfilate di Pitti a Firenze, lo invita a sfilare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Un trionfo, gli americani impazziscono, tutti vogliono i suoi abiti.
Con Giammetti pare siano stati insieme per dodici anni, ma i due non hanno mai rivelato l’arco temporale di un amore che si è tramutato in affetto solido, amicizia, rapporto lavorativo. Una relazione che ha visto compagni, ex compagni, nuovi compagni, "figliocci". Nella sua lunga vita anche l'amore per una donna, l'attrice Marilù Tolo, capelli bruni e occhi chiari bellissimi, volto popolare del cinema 60-70. In una rara intervista su temi personali raccontò:"Era veramente bellissima, bruna, con questi occhi incredibili. Lei aveva solo 17 anni, e io 27. Le ho anche regalato un anello, che ebbi indietro. Sono rimasto molto male". Dopo Giammetti, della relazione di Valentino con Vernon Bruce Hoeksema, fondatore dell’omonimo brand di accessori di lusso, si sa davvero poco pubblicamente. Nessuna dichiarazione, poche foto insieme. «Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. Inorridisco a vedere due uomini baciarsi in strada. Io e Giancarlo non ci siamo mai neppure sfiorati una mano in pubblico. E’ una questione di stile», diceva.

Anche Hollywood piange il couturier italiano. Valentino aveva vestito Gwyneth Paltrow (nella foto sopra tra Giammetti e lo stilista) per un Met Gala, numerose cerimonie di premiazione e anche per il matrimonio con Brad Falchuk nel 2018. «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua dimensione privata», ha scritto l'attrice premio Oscar: «L'uomo innamorato della bellezza, della sua famiglia, delle sue muse, dei suoi amici. Dei suoi cani, dei suoi giardini e di una buona storia hollywoodiana. L’ho amato profondamente. Amavo il modo in cui mi rimproverava sempre perché mettessi "almeno un po' di mascara" quando andavo a cena».
Lo ricorda anche Claudia Schiffer protagonista di una campagna pubblicitaria in cui, novella Anita Ekberg, si muoveva intorno alla Fontana di Trevi. "Una delle mie campagne preferite è stata a Roma dove sono diventata Anita Ekberg ne La Dolce Vita, un ricordo che conserverò per sempre - scrive sui social - Ricorderò le vacanze divertenti che ho trascorso con lui a Maiorca, Ibiza e St Tropez. Il mio abito da sposa Valentino che ho incorniciato in casa come costante ricordo della sua natura gentile, generosa, dolce e leale. Fargli creare il mio abito da sposa è stato uno dei grandi onori della mia vita, un momento che conserverò per sempre".

Da Liz Taylor a Marella Agnelli, da Sophia Loren a Anne Hathaway, da Uma Thurman a Gwyneth Paltrow e Sharon Stone, le dive, le miliardarie, le protagoniste di ieri e di oggi non erano solo sue estimatrici, ma amiche, parte di un mondo fatto di glamour ed eleganza esclusiva in cui amava vivere.
Dopo che il marchio era stato rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto, era poi passato al fondo Permira e infine, alla moglie dell’emiro del Qatar, la potente sceicca Sheikha Mozah. Ultimo passaggio di mano nel 2023 con il gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l’opzione di raggiungere la totalità dell’acquisizione entro il 2029. Nel febbraio 2025 era nata la Fondazione Garavani Giammetti, con lo scopo di ospitare mostre di arte e moda e dare sostegno alla formazione di giovani stilisti. L’ultima mostra quella inaugurata il 18 gennaio, Venus-Valentino visto dagli occhi dell’artista portoghese Joana Vasconcelos.

Valentino a Taormina nel 2010 per la presentazione del docufilm "Valentino: the last Emperor" di Matt Tyrnauer
È scomparso oggi, all’età di 93 anni, lo stilista Valentino Garavani, icona indiscussa della moda internazionale. Nato a Voghera, l’11 maggio 1932, scompare con lui, il creatore dell’omonimo marchio, che amava il lusso e Roma, dove aveva lasciato il cuore, pur scegliendo Parigi per sfilare. E a Roma si è spento oggi, nella serenità della sua residenza sull'Appia Antica, "circondato dall’affetto dei suoi cari", come annuncia in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La camera ardente sarà allestita presso PM23, in piazza Mignanelli 23 a Roma, nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio, alle ore 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica 8, a Roma.
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