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Indagini

Femminicidio di Federica Torzullo, i dettagli atroci su come il marito aveva tentato di occultare le prove

Nel decreto di fermo di Claudio Carlomagno viene spiegato che segni sono stati trovati sui suoi abiti da lavoro, rinvenuti all’interno di una asciugatrice, a testimonianza del fatto che erano stati lavati

Redazione La Sicilia

19 Gennaio 2026, 18:09

18:16

Femminicidio di Federica Torzullo, i dettagli atroci su come il marito aveva tentato di occultare le prove

Per «ostacolarne il riconoscimento» Claudio Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo della moglie Federica Torzullo, trovata morta ieri in un canneto alle spalle della sua azienda ad Anguillara. Il dettaglio emerge dal decreto di fermo emesso ieri dai pm di Civitavecchia nei confronti dell’uomo. «Tanto l’ispezione dell’abitazione coniugale, della sua autovettura, del deposito della Carlomagno s.r.l. e dei mezzi aziendali, hanno evidenziato la presenza di tracce ematiche latenti», si legge nel decreto.

Nel decreto di fermo viene spiegato che segni sono stati trovati sui suoi abiti da lavoro, rinvenuti all’interno di una asciugatrice, segno del fatto che erano stati lavati. Inoltre, è del tutto verosimile ritenere che sia stato l’indagato ad utilizzare il cellulare di Federica dopo averla uccisa proprio al fine di dissimulare l’azione criminosa. «Nello stesso quadro si inserisce l’occultamento delle spoglie della vittima, nonché l’azione di fiamma ed il tentativo di depezzamento (risultanti dal primo accertamento esterno effettuato), volti ad ostacolare il riconoscimento. Tutti questi elementi, letti congiuntamente offrono la rappresentazione inequivoca del tentativo dell’indagato di celare l’azione criminosa», è detto nell’atto.

Dal decreto di fermo emerge anche che Carlomagno era pronto a darsi alla fuga. «La dissimulazione della propria condotta, il contegno non collaborativo, il difficile contesto territoriale, consentono ragionevolmente di ritenere che un soggetto ormai privo di legami affettivi e professionali e deradicalizzato dal suo contesto abitativo, raggiunto dalla notizia del ritrovamento del corpo della vittima, sia in procinto di darsi alla fuga». Per i pm di Civitavecchia «la gravità dei fatti commessi e quanto compiuto «al fine di dissimulare le proprie condotte evidenziano la capacità di organizzarsi e, quindi potenzialmente anche la capacità di mettere in essere quanto utile a rendere effettiva la latitanza».