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Incidente

Treno deragliato in Spagna, 40 morti e le scene dantesche raccontate dai sopravvissuti

La causa sarebbe stato un giunto salvato sul binario. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli abitanti del posto

Redazione La Sicilia

19 Gennaio 2026, 20:11

Treno deragliato in Spagna, 40 morti e le scene dantesche raccontate dai sopravvissuti

Il treno frena di colpo, poi il vuoto. I sedili che si staccano, le valigie che volano, persone scaraventate le une contro le altre. Uno scenario apocalittico, dantesco, come lo descrivono i primi soccorritori e chi è riuscito a salvarsi. «Siamo stati sbalzati in aria, c'erano corpi dappertutto. Ho pensato di morire». È così che i sopravvissuti raccontano lo scontro ferroviario avvenuto in Spagna, una tragedia che ha spezzato decine di vite e lasciato dietro di sé solo urla, buio e dolore e che sarebbe stata provocata da un giunto saltato sul binario.

Rocío Flores, 30 anni, parla a El Pais di caos totale. Si trova ricoverata a Cordova, piena di lividi, con il corpo indolenzito e la testa sotto osservazione. «È stato terribile», racconta. Quando sono riusciti a uscire dai vagoni, davanti a loro si è aperta una scena impossibile da dimenticare: «Una catastrofe».

Ana, sopravvissuta insieme alla sorella incinta, dice a Telecinco di aver visto persone che stavano per morire. «Ce li avevi davanti e lo sapevi. E non potevi fare nulla». In quei secondi ha pensato che fosse finita. Si è girata verso la sorella come per dirle addio, poi tutto si è spento. «Si sentivano solo le grida. Sembrava un film horror». La sorella è ora ricoverata in terapia intensiva. Lei è uscita dall'ospedale zoppicante, avvolta in una coperta, ancora sotto shock, con addosso l'odore di quella notte.

C'è anche l'angoscia di chi ha saputo tutto da lontano. Una madre riceve la chiamata della figlia in lacrime: il treno è deragliato, non c'è copertura, poi il silenzio. In stazione nessuna notizia, solo telefoni che squillano a vuoto, porte che si chiudono e un'attesa disperata. «I passeggeri erano soli, al buio, senza soccorsi né polizia», racconta. «Mia figlia mi ha detto che c'erano molti morti».

Intorno ai binari, nella notte, i primi ad arrivare sono stati gli abitanti del posto. Hanno caricato i feriti sui loro mezzi, portandoli via con fuoristrada e quad. Hanno distribuito acqua, coperte, vestiti per il freddo. «C'erano vittime da tutte le parti, una situazione dantesca», dicono. All'inizio non c'era ancora personale sanitario, solo mani tese nel buio.

Poi sono arrivati i soccorritori, il recupero dei corpi, (40 i morti) la lunga ricerca dei dispersi. Parenti in attesa davanti agli ospedali, nomi e fotografie che circolano sui social, la speranza che resiste finché non arriva una conferma. Per chi è sopravvissuto resta il peso di essere vivo. «Siamo tremendamente fortunati», scrive una donna tornata a casa. Ma le immagini viste dall'alto, all'alba, raccontano la parte peggiore. Quella che non se ne va più.