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Delitto

Garlasco, si infiamma il confronto tra la difesa di Stasi e quella dei Poggi: su cosa si stanno scontrando

Al centro del dibattito nuovi accertamenti dattiloscopici e informatici

Redazione La Sicilia

19 Gennaio 2026, 20:28

Garlasco,  si infiamma il confronto tra la difesa di Stasi e quella dei Poggi: su cosa si stanno scontrando

Scontro a distanza tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia di Chiara Poggi. I primi puntano il dito contro i nuovi accertamenti chiesti dai genitori della ragazza uccisa 18 anni fa e che svelano un movente. Gli altri replicano che è «doveroso» in vista di un eventuale «giudizio di revisione» della sentenza con cui l’allora fidanzato della vittima sta finendo di espiare 16 anni di carcere per l’omicidio.

Il caso del delitto di Garlasco, di nuovo alla ribalta delle cronache quotidiane per via della riapertura dell’indagine - di cui si attende una proroga - con cui la procura di Pavia ha accusato Andrea Sempio e ha dato una nuova ricostruzione, ha di nuovo acceso i toni: da un lato c'è Giada Bocellari, da anni a fianco di Stasi nel proclamare la sua innocenza; dall’altro l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale dei genitori di Chiara, i quali, assieme al figlio Marco, da marzo dell’anno scorso si sono ritrovati, loro malgrado, ancora attori in una vicenda che ha riaperto una ferita dolorosa e su cui hanno il diritto all’oblio.

L’avvocatessa del 42enne condannato in via definitiva per il delitto è intervenuta sugli esiti, venuti a galla nei giorni scorsi, degli approfondimenti svolti dai consulenti dattiloscopici e informatici della famiglia di Chiara, assistita anche da Francesco Compagna, secondo cui l’aggressione a Chiara Poggi potrebbe essere iniziata in cucina, e non sull'ingresso della villetta di via Pascoli a Garlasco, e che lei la sera prima ha aperto il pc di Stasi, approfittando dalla sua temporanea assenza, e ha scoperto file pornografici. È un dato che «non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia», ha affermato Bocellari in una nota, annunciando che procederanno estendendo «l'analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara». Ma soprattutto l’avvocatessa ha biasimato quello che a suo dire è un «continuo tentativo, da parte» di chi segue le «persone offese», di ricerca, mediante pubblici annunci, di asserite nuove prove contro un condannato che in nessun caso potrà essere processato nuovamente» e quindi manifestando «una significativa presa di posizione». Inoltre, ha osservato sempre Bocellari, se «tutto questo fosse davvero determinante ai fini di verità» gli elementi raccolti dagli esperti dei Poggi, «dovrebbero essere offerti, senza indugio» ai pm pavesi perché possa valutarli nell’indagine in corso a carico di Sempio». E ciò nella ferma convinzione «che i nuovi elementi, come le azioni giudiziarie, in considerazione della delicatezza del momento» processuale, «vadano depositati nelle sedi competenti», come peraltro, nel silenzio, ha già fatto, sta facendo e farà la difesa Stasi.

A stretto giro di posta la replica dell’avvocato Tizzoni: «Qualsiasi accertamento non solo è opportuno ma doveroso» in quanto Sempio è «indagato in concorso» con Alberto. «Non capisco l'agitazione» della sua difesa e nemmeno «a che titolo stia parlando: l’incidente probatorio è finito e con questo anche il loro inedito ruolo di legali del terzo interessato». Infine la spiegazione tecnica: qualora i suoi legali «dovessero promuovere un giudizio di revisione» ben sanno che la parte civile famiglia Poggi sarà chiamata a partecipare. Con una ulteriore consulenza in linea, ancora una volta, con i riscontri restituiti finora dai giudici con una sentenza definitiva.