Inchieste
Test di medicina nel mirino: phishing agli esami e avvocati accusati di diffondere fake news
Cineca denuncia tentativi compiuti da hacker di ottenere le domande e studi legali che diffondono screenshot falsi per promuovere ricorsi a pagamento
Ripetuti tentativi di carpire le domande degli esami del semestre aperto di Medicina nei giorni precedenti alle prove. Diffusione di fake news da parte di alcuni studi legali in merito agli stessi esami e alla loro regolarità. Sono due filoni su cui si articola la denuncia presentata nei giorni scorsi alla Procura e alla polizia postale di Bologna dal Cineca, il consorzio interuniversitario che ha gestito per conto del Miur i test di Medicina. Lo riporta il Resto del Carlino. Per il primo filone, in particolare, il Cineca sarebbe stato agganciato da hacker per avere i test, ma i tecnici non hanno abboccato. (ANSA).
Il Cineca, centro di supercalcolo con sede a Casalecchio di Reno, nel Bolognese, ha curato la parte informatica e logistica degli esami obbligatori - Chimica, Fisica, Biologia - previsti con due appelli (20 novembre e 10 dicembre) al termine del cosiddetto semestre «filtro» di Medicina. Qualche giorno prima del secondo appello, riporta il quotidiano, degli hacker avrebbero cercato di ottenere dai tecnici del Cineca le domande degli esami con la truffa del phishing, fingendosi quindi persone o enti fidati per ingannare le vittime. I criminali informatici chiedevano ai tecnici del consorzio interuniversitario di mandare le domande di Fisica ad altri uffici dello stesso Cineca. Altre mail sarebbero arrivate anche da un account all’apparenza riconducibile a una dirigente del Miur chiedendo la stessa cosa. I tecnici del Cineca non hanno abboccato: hanno avvisato prima i vertici del consorzio e poi segnalato tutto alla polizia postale. Quindi, seguendo le indicazioni della stessa postale, hanno risposto alle mail dei truffatori fingendo di inviare i dati, ma allegando anche link utili a identificarli. Il secondo filone di indagine della Procura di Bologna riguarda invece la segnalazione relativa ad alcuni studi legali che avrebbero diffuso fake news sulla regolarità delle prove. In alcuni casi, sui profili social di qualche avvocato sarebbero stati pubblicati screenshot con le domande il 9 dicembre, cioè il giorno prima degli esami. Domande però che non erano quelle corrette. L’obiettivo, presunto, era dimostrare che i test erano irregolari e si poteva fare ricorso, con tanto di listino prezzi per presentarlo.