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Macron sfida Trump: "Ci vuole vassalli, inaccettabile la legge del più forte"
Donald minaccia dazi al 200% su champagne e vini come ritorsione sulla Groenlandia. E gli occhiali da sole del presidente francese dilagano sui social
Uno scossone, “un cambiamento sismico”, attraversa lo scenario geopolitico contemporaneo. Tariffe doganali, conflitti e, più recentemente, la contesa per il controllo delle materie prime alimentano l’instabilità globale.
Per l’Europa, tuttavia, questi shock possono – o, per usare le parole di Ursula von der Leyen, “devono” – tradursi nell’opportunità di costruire “una nuova forma di indipendenza”.
Emmanuel Macron, nel suo intervento, ha riconosciuto che l’Unione talvolta è “un po’ lenta”, ma ha rivendicato che resta “prevedibile, leale” e che “le regole del gioco sono lo Stato di diritto”. Una tenuta istituzionale che, ha chiosato il presidente francese, deve fungere da baluardo contro la “deriva autocratica” mondiale.
La presidente della Commissione europea ha parlato da Davos, dove è in corso il Forum economico mondiale, appuntamento che da cinquantacinque anni convoca i principali leader globali.
L’esigenza di emancipazione strategica del Vecchio Continente “non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo”, ha sottolineato von der Leyen, aggiungendo che, a differenza del passato, “oggi esiste un vero consenso su questo”.
Netta anche la sua critica all’escalation di Donald Trump nei confronti di Parigi, con la minaccia di tariffe del 200% su vini e champagne francesi in ritorsione per il contenzioso sulla Groenlandia. “I dazi aggiuntivi proposti” dal presidente Usa “sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data. L'Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa”.
Dal palco del World Economic Forum è intervenuto anche Emmanuel Macron, che ha esortato gli europei a reagire: “L’Europa dispone di armi e deve usarle quando non viene rispettata, quando l'ordine internazionale non viene rispettato”.

Il presidente francese, che indossava un paio di occhiali da sole a specchio per un lieve problema agli occhi, ha avvertito: “Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare. Riemergono tentazioni imperiali – ha aggiunto – l’Europa deve difendere il multilateralismo perché serve i nostri interessi”.
E ancora: «Bisogna escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione» e alla «politica del sangue» e accettare «una nuova legge coloniale non ha senso. E tutti i capi di Stato e di governo e i leader aziendali troppo compiacenti con un tale approccio si assumeranno una grande responsabilità».
“Il mondo pende verso l'autocrazia, nel 2024 ci sono state oltre sessanta guerre anche se mi dicono che alcune sono state risolte”, ha sottolineato, ironizzando sul ruolo di pacificatore che Trump rivendica. “Nel 2026 faremo del nostro meglio per avere un'Europa più forte e più autonoma. Abbiamo bisogno di maggiore crescita e maggiore stabilità. Ma preferiamo il rispetto ai bulli e lo Stato di diritto alla brutalità”, ha concluso.
Gli occhiali da sole specchiati di Emmanuel Macron sono tornati a catturare l’attenzione al World Economic Forum di Davos, dove il presidente francese ha conquistato la platea non solo con le battute e punzecchiature sul "bullismo" e le guerre "a quanto pare risolte" del presidente americano Donald Trump, ma anche sfoggiando un look che diventa più iconico ogni giorno che passa. Il nuovo dettaglio estetico del capo dell’Eliseo ha nuovamente fatto il giro dei social tra meme e video sul look "Top Gun", ma dietro la scelta c'è una spiegazione puramente medica: l’Eliseo ha chiarito che Macron è alle prese con un problema benigno e temporaneo all’occhio destro, probabilmente una lieve emorragia sottocongiuntivale, senza dolore né conseguenze sulla salute o sull'attività presidenziale.
A Davos il presidente ha sfoggiato gli occhiali nonostante l'intervento fosse al chiuso, presumibilmente per proteggere l’occhio dalle luci intense e mascherarne il rossore residuo. Lo stesso Macron aveva ironizzato nei giorni scorsi sulla sua condizione, definendola un inconveniente "antiestetico ma completamente innocuo" e citando l'"Occhio della Tigre" come simbolo della sua determinazione in giorni molto tesi per le mire di Trump verso la Groenlandia e relativi dazi annunciati. Nei giorni successivi ha spiegato di essere "costretto a portare gli occhiali per un po'", in attesa della completa guarigione.