16 febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:33
×

Femminicidio

Claudio Carlomagno confessa l'omicidio della moglie Federica: «L'ho uccisa per un motivo preciso»

Il gip ha convalidato il fermo; l'uomo, oltre che per il delitto, dovrà rispondere anche di occultamento di cadavere

21 Gennaio 2026, 18:09

20:35

Claudio Carlomagno confessa l'omicidio della moglie Federica: «L'ho uccisa per un motivo preciso»

Seguici su

«Ho ucciso mia moglie per non perdere l'affidamento di mio figlio». Questo, in sintesi, il movente che Claudio Carlomagno ha dato al gip del femminicidio della moglie Federica Torzullo. Il gip di Civitavecchia ha convalidato il fermo dell’uomo accusato del femminicidio e occultamento del cadavere.

Claudio Carlomagno ha così ammesso le responsabilità nell'omicidio e ha fornito una confessione davanti al gip. Dall’autopsia effettuata ieri sul corpo della donna è emerso che è stata uccisa con 23 coltellate, la prima delle quali al lato destro del collo e sferrata da un aggressore mancino, come il marito.

Il reo confesso ha fornito indicazioni su dove si trova l'arma, un coltello che era in casa, con cui ha ucciso la moglie ad Anguillara.

L'omicidio si sarebbe consumato, secondo il racconto dell'uomo, al culmine di una lite e sarebbe avvenuto nella notte tra l'8 e il 9 gennaio.

L'indagato avrebbe, inoltre, affermato di avere scavato la buca dove ha sotterrato la moglie la mattina del 9 gennaio e di avere distrutto il cellulare della moglie nelle ore successive.

«Non siamo completamente soddisfatti della ricostruzione fornita, nel suo diritto, dall'indagato per i tempi così contingentati, come li ha descritti, riteniamo che ci sia qualcosa che non quadra», ha detto però il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori in merito alla confessione di Claudio Carlomagno.

«Ci sono delle zone d'ombra su cui vorremmo fare luce. L'indagato ha preso atto del quadro indiziario, robusto e completo: ha narrato quello che ha ritenuto di voler narrare. La confessione c'è stata, ma per noi non è piena», ha aggiunto il procuratore.

Il gip di Civitavecchia, nell’ordinanza cautelare a carico dell'omicida, citando la confessione resa dall’uomo, scrive: «La mattina del 9 gennaio, dopo essersi svegliati all’incirca verso le 6,30 avevano discusso. Federica aveva contestato il suo modo di procedere chiarendo di essere determinata a portare avanti il progetto della separazione e, per manifestare la serietà del proprio intento, gli aveva detto che se non si fosse adeguato collaborando avrebbe lasciato la casa familiare portando via con sé il figlio, minacciandolo di non farglielo vedere con frequenza».

«Tale prospettiva, in ragione del fortissimo legame avvertito nei confronti del figlio, lo aveva scosso al punto da reagire in maniera violenta. Aveva preso un coltello che sapeva essere custodito nel bagno dove la coppia in quel momento stava discutendo e l’aveva colpita con almeno due fendenti», prosegue il gip. «Resosi conto dell’accaduto aveva pensato al suicidio non trovando però il coraggio. Si era allora determinato a eliminare le tracce di quanto accaduto ripulendo l’immobile e avvolgendo il corpo della moglie per trasportarlo all’interno del bagagliaio della propria autovettura verso il deposito della ditta di famiglia dove, in prima battuta, spostava il corpo all’interno del cassone dell’autocarro», prosegue. L’uomo ha poi provato «a dargli fuoco per eliminare le tracce ma successivamente spegneva l’incendio approfittando però delle fiamme per bruciare il telefono cellulare della vittima dopo aver risposto al suo posto al messaggio della madre sulla colazione del figlio».