Giudiziaria
Corona sfida Signorini i cui legali chiedono il blocco di "Falsissimo": «Vado avanti, non è una vendetta mirata»
A Milano l'udienza sull'inibitoria della prossima puntata del format dell'imprenditore catanese e scatta lo scontro tra libertà di stampa e accuse di diffamazione
Fabrizio Corona
Udienza civile oggi al Tribunale di Milano sul ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini per ottenere l’inibitoria della prossima puntata di “Falsissimo”, il format online di Fabrizio Corona.
All’uscita dall’aula, Corona ha annunciato che proseguirà con l’episodio dedicato a quello che lui definisce “il sistema criminale seriale” riconducibile al giornalista, e che sta preparando ulteriori puntate su altre trasmissioni e conduttori.
“È un programma d’inchiesta: i nomi devono essere legati a inchieste. Non abbiamo paura di interdizioni o arresti”, ha detto Corona, sostenendo di non temere nuovi procedimenti: “Lavoro venti ore al giorno, studio la legge e le carte. I processi per diffamazione li vinco”.
Ha inoltre ribadito, come già mostrato sui suoi canali social, che oltre ad Antonio Medugno un’altra persona avrebbe sporto denuncia contro Signorini a Erba. Si tratta di circostanze al centro dell’attenzione mediatica e non verificate in questa sede.
Corona ha riferito che il giudice civile Roberto Pertile lo ha invitato a lasciare l’aula dopo un suo sorrisetto durante l’intervento di un legale della controparte. La decisione sull’inibitoria è attesa a breve.
“Mi dicono che lo farà anche con Maria De Filippi? E allora? Esiste la libertà di stampa e andrò avanti”, ha aggiunto Corona, rivendicando l’autonomia del progetto.
Ha poi affermato che le richieste di risarcimento presentate contro le piattaforme che ospitano i suoi contenuti, come Meta e YouTube, sarebbero state respinte, e ha parlato di “10-12 milioni di spettatori a puntata”, numeri non verificabili in modo indipendente.
“Qual è il problema di guadagnare? Non è una vendetta mirata”, ha detto, evitando di anticipare i contenuti delle prossime puntate.
In aula, l’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, ha sostenuto che non sussiste il danno lamentato e che vietare preventivamente la messa in onda equivarrebbe a comprimere la libertà di espressione: “Se qualcuno si ritiene offeso, querela dopo. Non si impedisce di parlare prima”.
Di segno opposto la posizione della difesa di Signorini. “È incredibile assistere a un tribunale dell’Inquisizione, dove un personaggio non iscritto all’Ordine dei giornalisti può diffamare e dire qualunque cosa senza alcuna verifica”, ha dichiarato l’avvocata Daniela Missaglia, che con il collega Domenico Aiello assiste il conduttore.
I legali hanno chiesto l’inibitoria per bloccare la prossima puntata del format. La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.
Si è anche appreso che Alfonso Signorini, tramite gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha sporto denuncia nei confronti di Google Italia e Google Ireland in quanto, nonostante le ripetute richieste, non sono stati rimossi i contenuti diffamatori, corrispondenza personale e documenti ottenuti in maniera illecita da Fabrizio Corona.
Lo si legge in una nota dei due legali secondo i quali, in seguito alla loro querela, i legali rappresentati delle due filiali del colosso tech «sarebbero stati iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata».
«Le risposte di Google oltre ad esser state tardive e ciclostilate - si legge nel comunicato - hanno di fatto negato la richiesta di rimuovere i contenuti presenti su Youtube e nel programma Falsissimo di Corona.»
Altre iniziative simili, annunciano i difensori di Signorini, che è indagato a Milano per violenza sessuale e estorsione, saranno approntate nei confronti di Meta e TikTok. Corona per i contenuti diffusi con il suo programma risponde invece di revenge porn.