4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 13:16
×

la proposta

Aumentare di 5 euro le sigarette (anche quelle elettroniche). La raccolta firme per una legge di iniziativa popolare

Presentata oggi la campagna 5eurocontroilfumo lanciata, tra gli altri, da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi

23 Gennaio 2026, 12:12

Sigarette e tabacco, dal 2026 scattano i rincari: cosa cambia per i fumatori

Seguici su

Parte oggi la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che introduce una maggiorazione di 5 euro sul prezzo di tutti i prodotti del tabacco e dei dispositivi a inalazione di nicotina, comprese le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Possono sottoscrivere tutti i cittadini maggiorenni attraverso il portale del Ministero della Giustizia, utilizzando Spid, Cie (Carta d'Identità Elettronica) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Per il deposito in Parlamento sono necessarie 50.000 firme, dopo di che l'Aula sarà chiamata a esaminare il testo.

La finalità principale è la lotta al tabagismo; la misura, inoltre, genererebbe risorse aggiuntive per il Servizio sanitario nazionale.

La campagna 5eurocontroilfumo.it, presentata oggi in conferenza stampa, è promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.

Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà” spiega Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom. “Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica, a cui sono riconducibili 93.000 morti ogni anno in Italia. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Solo nel nostro Paese, le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo”. In questo modo, conclude, “potremo ridurre il numero di fumatori, salvando vite. In secondo luogo, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Ssn, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.

Il tumore del polmone è la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell'Unione europea e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia e contribuisce a ridurre l'incidenza di altri tumori, come quello del pancreas”, sottolinea Daniele Finocchiaro, consigliere delegato di Fondazione Airc.

Sul fronte di genere, osserva Giulia Veronesi di Fondazione Umberto Veronesi, “l’abitudine tabagica è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione femminile è tabagista. Tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%. È una tendenza molto pericolosa, che deve essere affrontata con provvedimenti legislativi adeguati, a partire dall’aumento del costo delle sigarette”.

Una linea sostenuta anche dai dati internazionali: l’innalzamento deciso dei prezzi si è rivelato “una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori” conclude Massimo Di Maio, presidente Aiom. “In Italia quasi un quarto degli adulti fuma ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 è tabagista e il comportamento tende a proseguire per il resto della vita. L’aumento del costo delle sigarette e degli altri prodotti da fumo può essere molto utile soprattutto per i più giovani, che di solito hanno meno disponibilità economiche, e allontanerebbe da questa pericolosa abitudine anche gli adulti”.