il caso
Cosa è il Discombobulator, l'arma segreta americana usata per catturare Maduro: «I soldati venezuelani vomitavano sangue»
Ne ha parlato Trump al New York Post: «Ma non posso dire altro». Il racconto da Caracas
Donald Trump ha rivelato al New York Post l’esistenza di una “nuova arma segreta”, da lui battezzata “Il Discombobulator”, che a suo dire sarebbe stata decisiva nel raid statunitense culminato con la cattura di Nicolás Maduro.
L’ex presidente si è vantato che il misterioso dispositivo “ha reso inutilizzabili le attrezzature (nemiche)” quando gli elicotteri americani sono piombati su Caracas per arrestare Maduro e sua moglie. “Il Discombobulator. Non mi è permesso parlarne,” ha dichiarato. “Non sono riusciti a lanciare i loro razzi. Avevano razzi russi e cinesi, e non ne hanno lanciato nemmeno uno. Siamo arrivati, hanno premuto i pulsanti e non ha funzionato nulla. Erano pronti ad affrontarci”.
A fornire un ulteriore tassello è una fonte militare rimasta anonima, che ha descritto così le ore dell’operazione: “Il giorno dell’operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo”, l’inizio del racconto, che è apparso sin qui verosimile pur senza fornire alcuna informazione circostanziata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto. “Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima”, ha proseguito la stessa fonte. Lo scontro, ha affermato, “è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla”.
Fin qui, il resoconto potrebbe apparire plausibile, seppur generico. Poi, però, la narrazione ha assunto toni quasi fantascientifici: “A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un’onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall’interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell’arma sonica o qualunque cosa fosse”.