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il caso

Dove è finito Evo Morales? Un’assenza che fa rumore: da due settimane perse le tracce dell'ex presidente della Bolivia

La famiglia parla di dengue e “buon recaudo”, mentre si moltiplicano le voci, Nel vuoto lasciato dall’ex presidente, politica e giustizia si intrecciano e la giungla informativa si infittisce.

24 Gennaio 2026, 19:10

Evo Morales, l’assenza che fa rumore: due domeniche senza voce e un Paese in sospeso

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È domenica 11 gennaio 2026 a Shinahota, nel cuore del Chapare, e la sedia da cui l’ex presidente Evo Morales conduce da anni il suo appuntamento radiofonico sembra più vuota del solito. “Ha preso il dengue”, spiega il conduttore Ramiro García, e il programma di Radio Kawsachun Coca va in onda ugualmente, ma senza il protagonista. La domenica successiva, 18 gennaio, la scena si ripete: al suo posto parla l’ex senatore cocalero Leonardo Loza, che rassicura gli ascoltatori dicendo che Morales “sta bene” ed è “a buon recaudo”. Nessun luogo preciso, nessuna foto recente, nessun segnale diretto dell’ex capo di Stato. Il silenzio, così, diventa notizia.

Due domeniche senza “Evo”: cosa è successo

La prima assenza, domenica 11 gennaio, viene attribuita a un’infezione da dengue: il conduttore di RKC spiega in diretta che l’ex presidente è sotto trattamento e non può partecipare al programma. La notizia viene ripresa da vari media boliviani.

La seconda assenza, domenica 18 gennaio, alimenta l’interesse pubblico: Leonardo Loza sostituisce Morales al microfono, parla di piena ripresa, ma soprattutto evita di rivelare il luogo in cui si troverebbe, definendolo “un rinconcito della nostra Patria Grande”. Un modo per dire: è al sicuro, ma non diciamo dove.

Nel frattempo, diversi siti locali e nazionali registrano che l’ultima apparizione pubblica verificabile di Morales risale a giovedì 8 gennaio, in un incontro a Bulo Bulo. Da allora, nessun evento pubblico; la comunicazione passa per terze persone.

La versione ufficiale: dengue e riserbo

Il filo conduttore è la malattia: dengue, con riposo e trattamento. A sostenerlo sono fonti interne alla cerchia dell’ex presidente e i conduttori del suo programma. Lo stesso Loza ribadisce che Morales “si sta riprendendo” e che il riserbo sul luogo è per “motivi di sicurezza”. In parallelo, una fonte del Ministero del Governo assicura alla stampa locale che Morales si trova “in Bolivia, più precisamente nel Chapare”, mentre altri esponenti istituzionali evitano conferme esplicite. Un quadro che non spegne i dubbi, ma spiega il silenzio con due parole-chiave: salute e sicurezza.

Che Evo Morales possa aver contratto il dengue è, del resto, plausibile: la malattia è endemica in Bolivia e tende a intensificarsi nella stagione delle piogge, tra dicembre e marzo. Dopo l’eccezionale ondata del 2024, gli aggiornamenti regionali di PAHO/OMS indicano ancora nel 2025 numeri molto alti per l’America Latina, con un lieve calo rispetto all’anno record ma con circolazione sostenuta del virus.

Le voci e le piste: dall’elicottero alle ipotesi di fuga

In assenza di immagini o messaggi diretti, la cronaca si popola di dettagli che diventano indizi. Tra questi, il sorvolo di un elicottero Super Puma sull’area di Lauca l’8 gennaio, che ha messo in allarme i residenti e attivato il tam-tam locale, fino a far parlare di un possibile operativo mirato alla cattura. Autorità antidroga hanno poi spiegato che si trattava di una “vigilanza” in una zona sensibile per il narcotraffico, talora anche con cooperazione internazionale, e che il volo rientrava in attività di controllo. Versioni che, pur non collimando in ogni dettaglio secondo le varie testate, confermano almeno un fatto: nel cielo del Chapare, in quei giorni, qualcosa si muoveva davvero.

Nel frattempo, sui media compaiono indiscrezioni contrastanti: c’è chi parla di sicurezza rafforzata attorno a Morales e chi, all’opposto, ventila l’ipotesi che possa aver lasciato il Paese. Le smentite degli entourage e la prudenza di fonti governative non chiudono il caso, ma segnalano che, al netto delle speculazioni, il punto certo resta il luogo imprecisato.

Un contesto giudiziario che pesa

L’assenza di Evo Morales non si consuma nel vuoto: sopra di essa incombe un robusto contenzioso giudiziario. Dalla fine del 2024 e poi nel 2025, il Tribunale Costituzionale Plurinazionale ha chiarito che la rielezione in Bolivia è consentita “una sola volta” e ha chiuso la porta a un terzo mandato, anche discontinuo, escludendo di fatto una nuova candidatura di Morales. Una sequenza di decisioni – dalla sentenza del dicembre 2023 fino alle precisazioni del novembre 2024 e del maggio 2025 – che ha congelato ogni scenario di ritorno elettorale del leader cocalero.

A questa cornice si aggiunge un fronte penale: tra fine 2024 e inizio 2025 un giudice ha emesso un ordine di arresto contro l’ex presidente in un caso di presunti abusi su minore, vicenda che Morales respinge come “persecuzione politica”. La misura non è mai stata eseguita, anche per la protezione garantita dai comitati cocaleri nel Chapare, e ha contribuito a una fase di alta tensione politica e sociale nel Paese.