15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:17
×

Anguillara

Impiccati dopo l'orrore: "Non reggiamo più", la fine amara della famiglia di Carlomagno

I genitori dell'uomo che ha ucciso e poi sepolto con una ruspa la moglie Federica Torzullo si sono suicidati. L'uomo era sospettato di avere aiutato il figlio. La verità in una lettera

25 Gennaio 2026, 00:21

00:22

Impiccati dopo l'orrore: "Non reggiamo più", la fine amara della famiglia di Carlomagno

Seguici su

Forse non hanno retto al dolore, alla vergogna, ai sensi di colpa. La tragedia di Anguillara Sabazia non conosce tregua.

Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, i genitori di Claudio Carlomagno — il marito della vittima, in carcere con l’accusa di omicidio — sono stati trovati senza vita nella loro villetta di via Tevere. Nell’appartamento dell’altro figlio, a Roma, è stato rinvenuto un biglietto d’addio.

Preoccupato per le sorti dei genitori, l’uomo ha contattato una zia, che si è recata all’abitazione e ha allertato il 118. All’ingresso nella dimora, la drammatica scoperta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi; fin dai primi accertamenti l’ipotesi prevalente è stata quella del suicidio.

Maria Messenio, una figura molto conosciuta nell’amministrazione locale, era stata assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni fa, quando — dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l’arresto del figlio — aveva rassegnato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nelle carte dell’inchiesta: le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla casa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e sostare per nove minuti, dettaglio riportato nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Claudio.

La stessa mattina, alle 9.29, un mezzo Iveco è stato ripreso mentre lasciava il deposito della Carlomagno S.r.l., per poi transitare su via Costantino alle 10.02. Tre minuti dopo, Claudio Carlomagno è stato inquadrato a piedi nelle pertinenze della propria abitazione, da cui è uscito alle 10.15. Dopo quasi venti minuti, il camion rientrava in azienda; solo dopo le 14 l’indagato è tornato a casa in auto, con una persona non identificata.

Nei giorni scorsi non si escludeva che i coniugi potessero essere ascoltati dai carabinieri, benché non fosse stata fissata alcuna convocazione. Intanto, oggi hanno parlato i legali dei genitori di Federica: Nicodemo Gentile e Pierina Manca.

«Un vile omicidio domestico, in cui va contestata l’aggravante dei motivi abietti e il reato di vilipendio di cadavere», hanno dichiarato gli avvocati. «Quanto accaduto non rappresentava un “ultimo appuntamento”, ma l’ultimo momento utile per l’indagato per tentare di trattenere Federica, ormai decisa a lasciare la casa coniugale e a iniziare un nuovo percorso da sola con il bambino. Una scelta chiara e irrevocabile, che esclude qualsiasi uso strumentale del minore, come confermato da chi conosceva Federica: sempre equilibrata, responsabile e rispettosa del ruolo genitoriale».

E ancora: «Significativo è quanto riportato dall’ordinanza del gip del 21 gennaio: l’indagato ha agito “eliminandola e privandola di ogni autonomia decisionale”». Alla luce di tali elementi, i difensori hanno annunciato il deposito di una memoria tecnica in Procura perché sia contestata anche l’aggravante dei motivi abietti.

Le indagini proseguono, nonostante la confessione di Claudio Carlomagno. Gli inquirenti cercano ancora il coltello e lavorano per chiarire quelle che considerano “zone d’ombra” nella versione dell’uomo, ed escludere eventuali corresponsabilità nelle fasi successive al femminicidio.

Ieri i carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma hanno ripreso le ricerche dell’arma nel punto indicato dall’arrestato, scandagliando con metal detector un corso d’acqua in una zona impervia di Osteria Nuova. Nei giorni scorsi erano stati ascoltati anche i genitori di Federica, per ricostruire con maggiore precisione la relazione di coppia e verificare le dichiarazioni rese dall’indagato.