Tensioni
A Minneapolis la morte di Alex Pretti tra video e testimoni che mettono in dubbio il possesso dell'arma
Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna invece l'uomo aveva con sé una Sig Sauer P320 calibro 9 millimetri quando è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’ICE
Tensioni a Minneapolis dopo l'uccisione di Alex Pretti, un cittadino americano di 37 anni, un infermiere di terapia intensiva al dipartimento governativo per i veterani, che secondo il governo Usa si era avvicinato armato e con intenzioni ostili, anche se i video sembrano contraddire la versione dei funzionari federali.
Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, Pretti aveva con sé una Sig Sauer P320 calibro 9 millimetri quando è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’ICE a Minneapolis. Lo riporta il Minnesota Star Tribune, precisando che, sebbene Pretti fosse in possesso di un porto d’armi, non è stato ancora accertato che la pistola mostrata in un’immagine diffusa sui social dal Dipartimento fosse effettivamente la sua. Il quotidiano sottolinea inoltre che la P320 è «una pistola popolare e frequentemente portata dalle forze armate e dalle forze dell’ordine statunitensi», e che «anche gli agenti federali, tra cui l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), portano P320, così come molti agenti delle forze dell’ordine statali e locali».
In una dichiarazione giurata, una testimone oculare anonima che ha filmato la sparatoria, afferma invece di non aver visto Pretti con un’arma prima che venisse colpito dagli agenti. Lo scrive il Guardian, citando un documento pubblicato dall’American Immigration Council, organizzazione che tutela i diritti dei migranti. La donna racconta che Pretti stava cercando di aiutare una persona spinta a terra quando è stato afferrato da altri agenti dell’ICE e non sembrava opporre resistenza: «Non l’ho visto con una pistola. L’hanno buttato a terra e hanno iniziato a sparargli». Un’analisi dei filmati condotta dalla CNN sulla sparatoria di Minneapolis sembra mostrare un agente federale dell’immigrazione che sottrae una pistola a Pretti poco prima dei colpi mortali. Il video ritrae un agente che si inserisce nella colluttazione con i colleghi intenti a immobilizzare l’uomo e recupera un’arma che appare corrispondere alla pistola che, secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, Pretti possedeva.
Nel trambusto si sentono gli agenti urlare «ha una pistola», mentre l’operatore non identificato fruga nella cintura di Pretti; poco più di un secondo dopo che l’agente riemerge con l’arma in mano, si ode uno sparo, seguito da almeno altri nove, secondo i filmati. Le immagini mostrano che l’agente che ha recuperato la pistola non teneva nulla nelle mani prima di avvicinarsi a Pretti. Dalla revisione della CNN non è chiaro se abbia avvertito gli altri agenti di aver sottratto l’arma, né quale agente abbia esploso il primo colpo. Intanto, migliaia di persone si sono radunate al Whittier Park di Minneapolis per una veglia e una manifestazione in memoria di Alex Pretti. Molti partecipanti stringevano candele accese; altri esponevano cartelli di cartone sbiaditi, evidentemente riutilizzati nelle ultime settimane.
Un secondo testimone dell’uccisione, un medico di 29 anni, ha dichiarato nella sua deposizione giurata di aver visto la sparatoria dalla finestra del suo appartamento: prima aveva visto Pretti urlare contro gli agenti, ma «non lo aveva visto aggredire gli agenti o brandire un’arma di alcun tipo», recita la testimonianza citata dalla Bbc.
Dopo la sparatoria, quando il medico ha tentato di prestare soccorso, inizialmente gli è stato impedito di farlo. «All’inizio gli agenti dell’Ice non mi hanno lasciato passare, ma nessuno di loro stava praticando la rianimazione cardiopolmonare, e ho capito che la vittima era in condizioni critiche. Ho insistito affinchè gli agenti dell’ICE mi lasciassero visitarlo».
Quando il medico ha finalmente convinto gli agenti a lasciarli passare, è riuscito a constatare che la vittima presentava «almeno tre ferite da arma da fuoco alla schiena», oltre a una nella parte superiore sinistra del torace e un’altra possibile ferita da arma da fuoco al collo.