IL CASO
Apertura dei Giochi di Milano‑Cortina, Abodi: «Nessuna ambiguità» su Ghali; il M5S denuncia censura
La presenza del cantante alla cerimonia d'inaugurazione scatena allarmi dell'Ucei e accuse di censura dal M5S.
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, delegato alla Struttura di missione per gli anniversari nazionali, ha assicurato che la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina sarà improntata al rispetto dello sport, escludendo ambiguità di natura ideale, culturale ed etica. «Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono baricentriche sul rispetto dello sport. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance: sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico», ha dichiarato, rispondendo a una domanda sulla presenza di Ghali all’evento.
Il rapper, di origini tunisine, a Sanremo 2024 aveva lanciato l’appello «Stop al genocidio». «Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato — ha proseguito Abodi — ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco».
Sulla stessa vicenda è intervenuta anche Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, a margine della presentazione delle iniziative patrocinate dal governo per il Giorno della Memoria: «È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee guida sul ruolo che deve svolgere. Quindi spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento». E ha aggiunto: «Sono fiduciosa che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento».
Critiche sono arrivate dal Movimento 5 Stelle, attraverso gli esponenti in commissione Cultura: «Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista “non esprimerà il suo pensiero sul palco” non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Punto. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no».
E ancora: «Dietro il linguaggio di Andrea Abodi c’è solo paura della libertà di espressione. Chi rappresenta Abodi quando si esprime in questo modo? L’arte non nasce per essere neutra, addomesticata o innocua, ma per esprimersi liberamente. Chi non è in grado di reggerla è semplicemente perché non regge la democrazia. Questo governo dimostra ogni giorno di non conoscere la libertà di espressione e di violarla con ogni mezzo. Prima se ne vanno a casa, meglio è per tutti».