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La nomina

ACI, la svolta è ufficiale: Geronimo La Russa alla presidenza. Cosa cambia ora per automobilisti, sport e servizi

Dal PRA alla sicurezza, dal motorsport ai servizi digitali: agenda e sfide del nuovo vertice dell’Automobile Club d’Italia

29 Gennaio 2026, 23:20

ACI, la svolta è ufficiale: Geronimo La Russa alla presidenza. Cosa cambia ora per automobilisti, sport e servizi

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Il Consiglio dei ministri ha approvato la nomina dell’avvocato Antonino Geronimo La Russa alla guida dell’Automobile Club d’Italia. Un passaggio formale? Sì, ma tutt’altro che secondario: chi presiede l’ACI influenza direttamente il funzionamento del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), il governo dei dati del parco circolante, la promozione della sicurezza stradale e la gestione dello sport automobilistico nazionale. In altre parole: il quotidiano di milioni di automobilisti e l’orizzonte competitivo del motorsport tricolore.

Cosa ha deciso il Cdm, perché adesso e con quale base normativa

Con il comunicato il Cdm ha deliberato la nomina di Geronimo La Russa “su proposta della Presidente del Consiglio d’intesa con il Ministro per lo Sport e i Giovani e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti”, “ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14”, “visti i pareri favorevoli delle competenti Commissioni parlamentari”. È la tappa conclusiva di un percorso che, per prassi, segue all’elezione da parte dell’Assemblea dell’ACI e conduce al successivo decreto del Presidente della Repubblica. In controluce, il quadro normativo resta quello classico: la legge del 1978 che governa le principali nomine pubbliche, con il passaggio parlamentare di garanzia.

Dall’elezione alla nomina: le tappe (e le novità legislative) che spiegano la cronologia

Il 9 luglio 2025 l’Assemblea dell’Automobile Club d’Italia elegge La Russa 19° presidente per il quadriennio 2025-2028, con oltre il 78% dei 2.112 voti degli aventi diritto. È il ritorno al voto dopo la parentesi commissariale.

La sequenza è figlia anche dell’art. 7 del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, che ha ridefinito i limiti ai mandati nelle realtà pubbliche di natura sportiva e imposto una rapida riapertura delle procedure elettorali per gli enti interessati, ACI compresa. L’Assemblea ACI del 12 febbraio 2025 ha così indetto il cammino verso il voto estivo.

Tra febbraio e luglio 2025 l’ente è traghettato dal commissario straordinario (generale Tullio Del Sette) verso l’elezione.

Il 30 luglio 2025 il tema approda formalmente ai lavori parlamentari: la proposta di nomina viene incanalata nelle Commissioni competenti, con audizioni e pareri.

Il 29 gennaio 2026 arriva l’atto politico finale: il Cdm delibera la nomina in via definitiva, richiamando la L. 14/1978 e i pareri favorevoli. Da qui, il passaggio al DPR che sancisce l’operatività piena del mandato.

Chi è Geronimo La Russa: profilo, esperienza e relazioni nel sistema della mobilità

Avvocato, milanese, classe 1980, Geronimo La Russa arriva alla presidenza dell’ACI dopo aver guidato l’Automobile Club Milano ed essere stato vicepresidente dell’ente nazionale. È tra i fondatori di ACI Storico. Nel dicembre 2025 è stato eletto membro del World Motor Sport Council della FIA, riportando l’Italia nel massimo organo regolatore del motorsport mondiale dopo alcuni anni di assenza: un tassello internazionale che peserà nella costruzione dei dossier sportivi (da Monza a Imola, passando per WRC e filiere giovanili).

I numeri dell’elezione di luglio raccontano una leadership costruita nel corpo intermedio della federazione: oltre il 78% di preferenze su 2.112 votanti, una maggioranza più ampia rispetto all’ultima volta in cui concorsero più candidati (2012). La cornice politica generale non è irrilevante — il suo cognome è noto, il padre Ignazio La Russa è Presidente del Senato — ma la filiera curricolare e le tappe regolamentari della nomina hanno seguito i binari di legge: elezione assembleare, pareri parlamentari, delibera del Cdm, DPR.

ACI oggi: che cosa muove (e perché la presidenza conta)

L’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico a base associativa che, oltre a rappresentare gli Automobile Club territoriali, gestisce il PRA, alcuni servizi connessi alle tasse automobilistiche per conto di Regioni e Province Autonome e governa la filiera dello sport automobilistico attraverso il perimetro del gruppo. Il PRA – rete di 105 Uffici Provinciali – è lo snodo che assicura la certezza giuridica sulle vicende dei veicoli come beni mobili registrati: un’infrastruttura che dialoga ogni giorno con Motorizzazione, autorità di pubblica sicurezza e sistemi fiscali (come l’IPT).

Sul fronte economico-sociale, i dati più recenti del Bilancio Sociale 2024 e degli osservatori Auto-Trend mostrano un sistema in cui il mercato dell’usato resta il vero ammortizzatore della mobilità: nel 2025 si contano oltre 3,22 milioni di passaggi di proprietà auto (+2,1% sul 2024), con 208 trasferimenti ogni 100 immatricolazioni; le radiazioni si riducono a 1,16 milioni (-6,5%), segno di un parco che invecchia e si amplia. L’ecosistema digitale dell’ente cresce: 24 milioni di accessi ai servizi via identità digitale e più di 13 milioni di utenti raggiunti tramite app IO. Numeri che spiegano perché ACI sia un “pezzo” della PA digitale oltre che un presidio tradizionale per gli automobilisti.