La nomina
ACI, la svolta è ufficiale: Geronimo La Russa alla presidenza. Cosa cambia ora per automobilisti, sport e servizi
Dal PRA alla sicurezza, dal motorsport ai servizi digitali: agenda e sfide del nuovo vertice dell’Automobile Club d’Italia
Il Consiglio dei ministri ha approvato la nomina dell’avvocato Antonino Geronimo La Russa alla guida dell’Automobile Club d’Italia. Un passaggio formale? Sì, ma tutt’altro che secondario: chi presiede l’ACI influenza direttamente il funzionamento del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), il governo dei dati del parco circolante, la promozione della sicurezza stradale e la gestione dello sport automobilistico nazionale. In altre parole: il quotidiano di milioni di automobilisti e l’orizzonte competitivo del motorsport tricolore.
Cosa ha deciso il Cdm, perché adesso e con quale base normativa
Con il comunicato il Cdm ha deliberato la nomina di Geronimo La Russa “su proposta della Presidente del Consiglio d’intesa con il Ministro per lo Sport e i Giovani e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti”, “ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14”, “visti i pareri favorevoli delle competenti Commissioni parlamentari”. È la tappa conclusiva di un percorso che, per prassi, segue all’elezione da parte dell’Assemblea dell’ACI e conduce al successivo decreto del Presidente della Repubblica. In controluce, il quadro normativo resta quello classico: la legge del 1978 che governa le principali nomine pubbliche, con il passaggio parlamentare di garanzia.
Dall’elezione alla nomina: le tappe (e le novità legislative) che spiegano la cronologia
Il 9 luglio 2025 l’Assemblea dell’Automobile Club d’Italia elegge La Russa 19° presidente per il quadriennio 2025-2028, con oltre il 78% dei 2.112 voti degli aventi diritto. È il ritorno al voto dopo la parentesi commissariale.
La sequenza è figlia anche dell’art. 7 del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, che ha ridefinito i limiti ai mandati nelle realtà pubbliche di natura sportiva e imposto una rapida riapertura delle procedure elettorali per gli enti interessati, ACI compresa. L’Assemblea ACI del 12 febbraio 2025 ha così indetto il cammino verso il voto estivo.
Tra febbraio e luglio 2025 l’ente è traghettato dal commissario straordinario (generale Tullio Del Sette) verso l’elezione.
Il 30 luglio 2025 il tema approda formalmente ai lavori parlamentari: la proposta di nomina viene incanalata nelle Commissioni competenti, con audizioni e pareri.
Il 29 gennaio 2026 arriva l’atto politico finale: il Cdm delibera la nomina in via definitiva, richiamando la L. 14/1978 e i pareri favorevoli. Da qui, il passaggio al DPR che sancisce l’operatività piena del mandato.
Chi è Geronimo La Russa: profilo, esperienza e relazioni nel sistema della mobilità
Avvocato, milanese, classe 1980, Geronimo La Russa arriva alla presidenza dell’ACI dopo aver guidato l’Automobile Club Milano ed essere stato vicepresidente dell’ente nazionale. È tra i fondatori di ACI Storico. Nel dicembre 2025 è stato eletto membro del World Motor Sport Council della FIA, riportando l’Italia nel massimo organo regolatore del motorsport mondiale dopo alcuni anni di assenza: un tassello internazionale che peserà nella costruzione dei dossier sportivi (da Monza a Imola, passando per WRC e filiere giovanili).
I numeri dell’elezione di luglio raccontano una leadership costruita nel corpo intermedio della federazione: oltre il 78% di preferenze su 2.112 votanti, una maggioranza più ampia rispetto all’ultima volta in cui concorsero più candidati (2012). La cornice politica generale non è irrilevante — il suo cognome è noto, il padre Ignazio La Russa è Presidente del Senato — ma la filiera curricolare e le tappe regolamentari della nomina hanno seguito i binari di legge: elezione assembleare, pareri parlamentari, delibera del Cdm, DPR.
ACI oggi: che cosa muove (e perché la presidenza conta)
L’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico a base associativa che, oltre a rappresentare gli Automobile Club territoriali, gestisce il PRA, alcuni servizi connessi alle tasse automobilistiche per conto di Regioni e Province Autonome e governa la filiera dello sport automobilistico attraverso il perimetro del gruppo. Il PRA – rete di 105 Uffici Provinciali – è lo snodo che assicura la certezza giuridica sulle vicende dei veicoli come beni mobili registrati: un’infrastruttura che dialoga ogni giorno con Motorizzazione, autorità di pubblica sicurezza e sistemi fiscali (come l’IPT).
Sul fronte economico-sociale, i dati più recenti del Bilancio Sociale 2024 e degli osservatori Auto-Trend mostrano un sistema in cui il mercato dell’usato resta il vero ammortizzatore della mobilità: nel 2025 si contano oltre 3,22 milioni di passaggi di proprietà auto (+2,1% sul 2024), con 208 trasferimenti ogni 100 immatricolazioni; le radiazioni si riducono a 1,16 milioni (-6,5%), segno di un parco che invecchia e si amplia. L’ecosistema digitale dell’ente cresce: 24 milioni di accessi ai servizi via identità digitale e più di 13 milioni di utenti raggiunti tramite app IO. Numeri che spiegano perché ACI sia un “pezzo” della PA digitale oltre che un presidio tradizionale per gli automobilisti.