l'inchiesta
Quelle 171 telefonate di aiuto in 90 minuti: il dramma di Crans Montana e il panico dei ragazzi intrappolati dentro il Constellation
Le registrazioni audio delle chiamate sono ora agli atti dell’inchiesta della procura di Sion che indaga sulla strage
Dalla 1:30 del primo gennaio, l’orrore del rogo al Constellation di Crans-Montana si è riversato sulla centrale operativa del soccorso sanitario svizzero 144.
Testimoni sgomenti, vittime in preda al panico e operatori sul campo hanno inondato la linea di emergenza con richieste di aiuto e frammenti di testimonianze che, via via, hanno delineato la portata della catastrofe: 40 morti e 116 feriti.
In appena un’ora e mezza le telefonate sono state 171; le registrazioni audio sono ora agli atti dell’inchiesta della procura di Sion.
La prima chiamata è arrivata pochi istanti prima delle 1:30: «Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza al Constellation», si ascolta in un audio trasmesso dalla televisione francese BfmTv.
In quel momento la dimensione dell’evento non era ancora chiara e poteva sembrare il consueto intervento per un incendio da affidare ai vigili del fuoco.
Poi il tono si fa via via più drammatico: «Per favore, è il Constellation a Crans-Montana, signora, c’è un incendio, ci sono dei feriti», implora un altro chiamante.
«Bisogna mandare i soccorsi subito, ci sono troppi feriti!», urla una voce. Le chiamate hanno continuato ad affluire fino alle 3 del mattino.
Molti, sotto shock, faticano a mettere in fila i fatti: «Sono quasi morto al Constellation. Credo di essermi bruciato. Il Constellation è bruciato interamente», riferisce un testimone.
E ancora: «Credo che i miei amici siano morti dentro... Molte persone stavano per morire, signora, chiami un’ambulanza».
Dalla centrale, intanto, parte il coordinamento degli interventi e si fanno vivi anche i primi soccorritori: «Sono sull’incendio a Crans-Montana», comunica uno di loro.
«Primo bilancio: tre ustionati gravi».
Ma la situazione precipita: «È per avvisarti che c’è stata un’esplosione...», segnala un’operatrice. «Ho quattro vittime decedute e almeno una trentina di feriti».
La risposta è immediata: «Lanciamo il piano catastrofe».
Con il diffondersi della notizia, iniziano anche le telefonate dei genitori alla ricerca dei figli: «C’è stato un incendio. Nostra figlia è coinvolta, non abbiamo notizie».
Dalla centrale l’operatore, attenendosi ai protocolli, risponde: «Non posso dirle dove sia sua figlia o se sia lì».