15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 05:13
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Le indagini

Da angelo custode a carnefice: il femminicidio di Jlenia, il fratello confessa: «Musica alta, le ho lanciato il coltello»

Il tragico fatto di sangue a Napoli. Giuseppe e la vittima vivevano assieme: il patrigno in carcere per omicidio, la madre con precedenti per droga

04 Febbraio 2026, 11:35

11:40

Da angelo custode a carnefice: il femminicidio di Jlenia, il fratello confessa: «Musica alta, le ho lanciato il coltello»

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Avrebbe ucciso la sorella perché la musica era troppo alta. Se davvero fosse questo il movente del femminicidio di Napoli saremmo davanti a un fatto di sangue che mette ancora più in evidenza la deriva sociale e umana di questa epoca. Jlenia Musella è stata ammazzata con un fendente alla schiena al culmine di una lite nel rione Conocal di Ponticelli, a Napoli, proprio per l'alto volume della musica. I due fratelli avrebbero cominciato a discutere: dalle parole si è passati alla violenza. Il 28enne Giuseppe, reo confesso, avrebbe prima aggredito la sorella e poi l'avrebbe accoltellata. 

Il giovane voleva dormire e avrebbe lanciato un coltello addosso alla sorella, che l'ha colpitaUn colpo mortale: inutile la corsa in ospedale. Qualcuno ha lasciato la ragazza ferita e con il volto tumefatto al pronto soccorsoJlenia in serata è morta.

Questa è naturalmente una primissima ricostruzione dei fatti che dovrà essere confermata dalle indagini che stanno svolgendo i poliziotti coordinati dalla Procura (pm Ciro Capasso, procuratore aggiunto Alessandro Milita).

La svolta nell’omicidio di Jlenia Musella, la 22enne colpita alle spalle con un coltello da cucina e morta poco dopo essere giunta nell’ospedale Villa Betania, è arrivata poche ore dopo l'omicidio. Il fratello 28enne si è consegnato nella notte alla Polizia di Stato.

Il giovane ha confessato di aver lanciato il coltello contro la Jlenia ma non aveva intenzione di ucciderla. L’omicidio è avvenuto ieri pomeriggio in un appartamento. Dopo alcune ore in fuga, il 28enne si è costituito agli investigatori, che già erano sulle sue tracce. Il pm di turno alla Procura di Napoli, Ciro Capasso, ha emesso un decreto di fermo d’urgenza per omicidio volontario, che ora dovrà passare al vaglio del gip per la convalida. Jlenia è morta subito dopo il ricovero all’ospedale Villa Betania. La sua salma resta a disposizione per l’autopsia.

Fratello e sorella erano molto legati: prova ne sono anche i tanti messaggi social I due - come scrive La Repubblica - erano cresciuti in un contesto particolarmente difficile. I genitori sono entrambi detenuti. Il patrigno, Ciro, che è ritenuto esponente di primo piano del clan Casella-Circone, uno dei gruppi della criminalità organizzata della zona orientale, è detenuto da anni per omicidio. Anche la madre ha precedenti per droga. La stessa vittima era rimasta coinvolta in una vicenda di truffa agli anziani in Abruzzo. Ultimamente pare ci fossero dissapori fra i due fratelli. E ieri pomeriggio un lancio di coltello è finito in tragedia.

«Lei era un sole sempre acceso, è assurdo pensare che il suo sorriso si sia spento», dice un giovane del posto mostrando le ultime foto pubblicate dalla 22enne su Instagram e sottolineando «l'energia, la voglia di vivere, l’entusiasmo» che sapeva trasmettere alla comitiva degli amici con cui usciva la sera.

Il sindaco Gaetano Manfredi esprime il suo cordoglio: «Sono addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell’ordine e la magistratura sapranno ricostruire i fatti. Ancora più forte sarà il nostro impegno per ridurre le sacche di disagio in quartieri su cui stiamo investendo per la rigenerazione del territorio».

«Una tragedia» è il commento del prefetto di Napoli, Michele di Bari, che sottolinea: «Le forze dell’ordine e la magistratura stanno già agendo e noi dobbiamo sempre affidarci con fiducia a loro»."