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il caso

Il “pendolo” della Sparta IV nel Mediterraneo: perché il cargo russo mantiene una rotta irregolare e perché da Sigonella lo stanno "seguendo"

Un mercantile sanzionato vira al largo della Sardegna e attira l’attenzione della Nato. Nell'area anche un cacciatorpediniere e un sottomarino di Mosca

04 Febbraio 2026, 17:48

Sardegna, il “pendolo” della Sparta IV: dentro la rotta irregolare del cargo russo che agita il Mediterraneo

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Avanti e indietro nel Tirreno lungo la costa orientale della Sardegna. È la manovra a “pendolo” della nave cargo russa Sparta IV, comparsa all’alba del 4 febbraio 2026 al largo dell’Ogliastra e trasformatasi, nel giro di poche ore, nel caso di sicurezza marittima più discusso del Mediterraneo. La nave, nota per i collegamenti con la logistica del Ministero della Difesa russo e già inserita nei pacchetti di sanzioni occidentali, sembrava diretta a Gibilterra. Poi  la marcia su e giù che non assomiglia a un traffico commerciale regolare. E l’immediato interessamento di unità e assetti dell’Alleanza Atlantica.

La Sparta IV è classificata come ro‑ro cargo e, secondo dossier aperti da istituzioni e intelligence occidentali e ucraine, è impiegata dal 2018 in trasporti di materiale militare fra Novorossijsk e Tartus (Siria), con capacità di carico pesante grazie a due gru da 55 tonnellate. Il legame societario rimanda alla struttura logistica che opera “nel complesso di costruzioni militari” del dicastero russo. 

Nel 2023, la nave ha effettuato più rotazioni documentate tra Tartus e il Mar Nero; nel 2024 ha alternato attività lungo la rotta San Pietroburgo–Kaliningrad a nuove tratte nel Nord Europa e nel Mar Bianco; dall’inizio del 2026 è tornata protagonista in un piccolo convoglio russo che, passando la Manica e poi Gibilterra, è entrato nel Mediterraneo scortato dal cacciatorpediniere Severomorsk.

L’assetto è seguito dalla fregata missilistica italiana Virginio Fasan e, a metà gennaio, di velivoli di pattugliamento P‑8A della US Navy e P‑72A dell’Aeronautica Militare decollati da Sigonella, impegnati in missioni di sorveglianza sul convoglio russo. ItaMilRadar parla esplicitamente di “movimento a pendolo non tipico del traffico commerciale”, con esclusione di cause meteo per via di condizioni del mare giudicate buone nel tratto interessato.

Questi elementi spiegano il perché della prontezza con cui Nato e autorità italiane hanno inquadrato la traccia della Sparta IV come un’anomalia da valutare con attenzione: una nave sanzionata, parte di un gruppo logistico legato alla catena militare di Mosca, che cambia rotta in un’area sensibile del Tirreno centrale.

Dalla fine del 2025 ai primi giorni del 2026, la piccola flottiglia composta dalle cargo Mys Zhelaniya e Sparta IV e scortata da Severomorsk ha attraversato la Manica e lo Stretto di Gibilterra, entrando nel Mediterraneo. Nei giorni tra l’11 e il 12 gennaio 2026, pattugliatori P‑8A statunitensi e P‑72A italiani hanno orbitato a lungo in prossimità della formazione, con profili di volo tipici delle missioni di riconoscimento e tracciamento di contatti navali d’interesse. Il 16 gennaio, la Mys Zhelaniya è stata documentata a Tobruk: le immagini satellitari e i dati di pescaggio hanno suggerito operazioni di carico/scarico. In parallelo, la Sparta IV avrebbe proseguito verso est, con destinazione finale non resa pubblica.

Il tassello sardo si inserisce quindi in una traiettoria più ampia, che riguarda la ridefinizione russa delle linee marittime di rifornimento nel Mediterraneo: tra ipotesi di re‑basing logistico in Nordafrica, monitoraggio Nato rafforzato e soste “operative” in acque internazionali.

La costa orientale dell’isola offre fondali e spazi di manovra utili a una sosta “dinamica” fuori dalle rotte commerciali più affollate e, allo stesso tempo, relativamente vicina alla dorsale dei traffici tra Tunisia, Sicilia e Tirreno. In quell’area, inoltre, l’Alleanza Atlantica dispone di assetti aerei e navali in grado di intervenire rapidamente: basta ricordare il triangolo Sigonella–Sardegna–Tirreno che da anni è al centro delle attività di sorveglianza marittima dell’Italia e dei partner. È plausibile, quindi, che una nave come la Sparta IV scelga tratti di mare dove può “comprare tempo” rimanendo visibile quel tanto che basta per non dare adito a interventi coercitivi, ma sufficientemente distante da scali e acque territoriali. La valutazione è corroborata dai precedenti tracciati e dall’attenzione costante di piattaforme specializzate come ItaMilRadar.