la strage
Il monossido di carbonio stermina una famiglia: quattro morti nel Lucchese
In un’abitazione ordinaria a Rughi il gas uccide: c'è anche una quinta persona ricoverata in codice rosso e tre carabinieri intossicati. Cosa sappiamo, cosa resta da capire
Quando i primi soccorritori hanno forzato la porta, la scena aveva la compostezza crudele delle tragedie che non fanno rumore: corpi senza segni di violenza, nessun odore, nessuna fuga evidente. Solo dopo i rilievi si è capito che c'era lo zampino del monossido di carbonio, il gas che non si vede e non si sente, e che a Rughi, frazione di Porcari in provincia di Lucca, ha ucciso quattro persone, verosimilmente appartenenti alla stessa famiglia. Una quinta è stata soccorsa in condizioni gravissime, mentre tre Carabinieri hanno riportato un’intossicazione durante i primi interventi. La dinamica, seppur in via di ricostruzione, sembra riportare all’ennesimo dramma da “killer silenzioso” in ambito domestico. Lo scenario più temuto, anche perché spesso subdolo.
Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, l’allarme è scattato in tarda serata, intorno alle 22, con l’arrivo sul posto di sanitari del 118, vigili del fuoco e carabinieri. I rilievi e le prime informazioni operative convergono su una pista: presenza di monossido di carbonio nell’abitazione. In queste ore si lavora per accertare la causa all’origine dell’emissione: un apparecchio difettoso? Una caldaia non a norma? Una stufa o un braciere? Oppure una canna fumaria ostruita? È un ventaglio di ipotesi che, per rispetto delle vittime e per rigore, resta aperto finché le verifiche tecniche non diranno l’ultima parola.
Che cos’è il monossido di carbonio e perché uccide in fretta
Il monossido di carbonio (CO) è un gas prodotto dalla combustione incompleta di materiali organici: legna, carbone, gas e derivati. È un nemico perfetto perché è incolore, inodore, insapore e non irritante: non dà segnali ai sensi, e mentre lo si respira si lega all’emoglobina con un’affinità da 200 a 300 volte superiore a quella dell’ossigeno. In pochi minuti, il sangue non trasporta più abbastanza ossigeno ai tessuti: è la cosiddetta ipossia tissutale, che colpisce organi vitali come cervello e cuore.
I sintomi sono pericolosamente aspecifici: mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, confusione, dispnea, sonnolenza, fino a perdita di coscienza. Nei bambini compaiono spesso più precocemente, data la frequenza respiratoria più elevata. Le concentrazioni pericolose possono costruirsi anche in tempi brevi: bastano pochi minuti in un ambiente chiuso con emissione sostenuta per raggiungere livelli di esposizione potenzialmente letali.
Porcari: una comunità sotto shock, indagini in corso
Le indagini tecniche e le acquisizioni di rito diranno se c’è stato un guasto, un difetto di tiraggio, una canna fumaria ostruita o altro. Sul posto, oltre ai sanitari e ai carabinieri – tre dei quali avrebbero riportato sintomi da esposizione – sono intervenuti i vigili del fuoco per le misurazioni e la messa in sicurezza. La quinta persona ricoverata in codice rosso resta il fronte umano più urgente insieme al supporto psicologico ai parenti e ai vicini. In attesa di riscontri sull’identità e sulle età delle vittime, le autorità invitano a evitare illazioni sulle cause precise.