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Le carte segrete svelano le manovre di Epstein per agganciare John e Lapo Elkann

Dai documenti emergono le strategie del finanziere pedofilo per accreditarsi presso la famiglia Agnelli. Se per Lapo millantava un’amicizia diretta, per John Elkann scattava la caccia all'uomo: "Come lo incontriamo? Sicuramente non tramite Edu".

07 Febbraio 2026, 21:04

Le carte segrete svelano le manovre di Epstein per agganciare John e Lapo Elkann

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C’è un momento preciso in cui l’interesse di Jeffrey Epstein e del suo cerchio magico si sposta in modo chirurgico verso il vertice della dinastia Agnelli. Nelle migliaia di pagine di corrispondenza privata emerse dagli archivi del finanziere pedofilo caduto in disgrazia, i nomi di John e Lapo Elkann compaiono non come semplici comparse, ma come figure da agganciare, studiare o di cui vantare la conoscenza.

Le email restituiscono la fotografia di un sistema di networking predatorio, dove l'amicizia è una moneta di scambio e l'accesso ai potenti un'ossessione.

La caccia a John Elkann, attuale presidente di Stellantis e Ferrari, segue una parabola ascendente. Nel 2010, Epstein sembrava ignorare la caratura del personaggio. In una mail del 15 agosto di quell'anno, rispondendo a un interlocutore che gli chiedeva opinioni su Elkann e Luca di Montezemolo, Epstein ammetteva laconicamente: " Sì, ma non ricordo chi sia... ", limitandosi ad associare vagamente il nome ai brand " agnelli, ferrarri fiat etc ".

Cinque anni dopo, lo scenario cambia radicalmente. È il 19 aprile 2015 quando il nome di John Elkann torna prepotentemente nelle caselle di posta del finanziere. Un contatto scrive a Epstein riferendo un’informazione cruciale per le orecchie del broker: " John Elkann ha sentito ottime cose su di lui da un amico; so che è il fratello di Lapo... che ne pensi? ".

La reazione di Epstein è immediata ed entusiasta: "Great great great" (grandioso), risponde pochi minuti dopo. Ma è la replica del suo interlocutore a svelare la natura strategica dell'interesse. John Elkann non è più uno sconosciuto, ma una preda sociale. " Penso che lui sia il nuovo obiettivo (the new target) ", scrive la fonte a Epstein, ponendo subito il problema tattico dell'avvicinamento: "Come lo incontriamo? Sicuramente non tramite Edu". Il riferimento a "Eduardo Teodorani" — presente al ranch di Epstein — lascia intendere frizioni interne o canali bruciati, costringendo il network di Epstein a cercare nuove vie per arrivare al vertice di Exor.

Diverso, e più sfumato, è il rapporto descritto con Lapo Elkann. Qui Epstein non deve chiedere "chi è". Al contrario, utilizza il nome dell'imprenditore italiano per accreditarsi. Il 7 settembre 2017, un fotografo o collaboratore scrive a Epstein da Parigi: " Oggi ho scattato con Lapo Elkann ".

La risposta di Epstein è un manuale di posizionamento sociale. Non chiede dettagli, ma impartisce un ordine preciso per stabilire un legame: " Puoi dirgli che siamo amici " (you can tell him we are friends). Le tracce di questa connessione risalgono ad anni prima. Già nel gennaio 2014, l'assistente di Epstein, Lesley Groff, inoltrava al suo capo l'invito per un vernissage a Londra alla galleria Robilant+Voena, un evento intitolato " The Italian " che vedeva protagonista proprio Lapo. L'invito, indirizzato " Dear Friend ", suggerisce che il nome di Epstein fosse nelle liste PR che orbitavano intorno agli eventi di Elkann.

E a quell'epoca Epstein era già stato condannato per crimini sessuali in America. La strategia di accerchiamento non si limitava ai due fratelli. Il network di Epstein, spesso mascherato da salotto intellettuale, aveva messo nel mirino l'intero albero genealogico. John Brockman, potente agente letterario e organizzatore del circolo "Edge", agiva da ponte. Nel maggio 2012, Brockman scriveva a Epstein con entusiasmo palpabile: " Ginevra Elkann, nipote di Gianni Agnelli... è desiderosa di ospitare EDGE in Italia a luglio a Torino, nella tenuta di famiglia ". Brockman descriveva la location come una "villa rococò da 45 stanze con vista sulle Alpi" e prometteva di portare " le menti migliori e più brillanti da Roma, Torino e Milano ". Epstein rispondeva compiacendosi di rivedere " la vecchia luce nei tuoi occhi ".

Anche Alain Elkann, padre di John, Lapo e Ginevra, finisce nei radar. Il suo nome appare nelle liste della celebre PR Peggy Siegal, che nel febbraio 2010 lo segnala a Epstein come " autore italiano, padre di Lapo " in un elenco di invitati a cene esclusive, e successivamente lo menziona durante i festeggiamenti di Capodanno a St. Barths nel 2014.

Dalle carte non emerge se l'incontro " targettizzato " con John Elkann sia mai avvenuto secondo i piani del 2015, né la profondità reale dell' amicizia rivendicata con Lapo. Ciò che resta è la prova documentale di come il "sistema Epstein" operasse: individuare il potere, cercare il punto debole o il contatto giusto, e stringere il cerchio.