Reazioni
Dai cavi tranciati della ferrovia ai disordini di Milano, Meloni si infuria: «Bande di deliquenti, nemici dell'Italia»
La premier sul presunto sabotaggio alla stazione di Bologna e la manifestazione organizzata contro le OlimpiadI
«Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro
Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che
manifestano «contro le Olimpiadi», facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno
tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire. Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine,
alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti». Lo scrive sui
social la premier Giorgia Meloni in merito agli scontri ieri alla manifestazione di Milano contro le Olimpiadi.
Circa diecimila persone ieri hanno sfilato in un corteo contro i Giochi di Milano-Cortina per protestare contro le «olimpiadi insostenibili» e la presenza dell’Ice in Italia ma non solo, visto che la Palestina e anche il nuovo pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri sono stati tra i temi della protesta.
In piazzale Medaglie d’Oro si sono ritrovati sigle antagoniste, associazioni e studenti che hanno dato vita al corteo aperto da uno striscione con la scritta: «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne». Il percorso ha attraversato corso Lodi e l’area dello Scalo di Porta Romana, consentendo ai manifestanti di lambire il Villaggio Olimpico, considerato uno dei punti simbolici della mobilitazione, senza particolari problemi ma giusto con qualche azione di protesta.
Dal cavalcavia dell’ex Scalo di Porta Romana alcuni manifestanti hanno esploso fumogeni e fuochi d’artificio in direzione dei binari ferroviari, esponendo due striscioni con le scritte «Binary is for trains» e «Go trans athletes». Un altro striscione, con la scritta «Ice out of Milan», è stato esposto in via Benaco da attivisti del centro sociale Il Cantiere, che si sono arrampicati su un’impalcatura. Nel quartiere Corvetto, tappa finale del corteo, la scritta «Mercato popolare» ha sostituito quella di «Mercato comunale» sulla facciata del mercato di piazza Ferrara, struttura in disuso ma inserita nel progetto di riqualificazione «Mercati di quartiere», con cartelli contro la speculazione immobiliare e per il diritto all’abitare.
Gli scontri sono avvenuti nella zona del Corvetto, quando una frangia di partecipanti, incappucciati e con caschi, si è staccata dal corteo principale per dirigersi verso la tangenziale Est. Contro le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, sono stati lanciati bottiglie, petardi e altri oggetti.