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Femminicidi

Uccisa a Nizza Monferrato, l'amica di Zoe: «Quella sera mi aveva chiamata, ma io dormivo»

Per il delitto della 17enne è già in carcere Alex Manna, che ha confessato. Prevista una manifestazione dell’associazione Nudm-Non Una di Meno di Asti

08 Febbraio 2026, 11:03

Uccisa a Nizza Monferrato, l'amica di Zoe: «Quella sera mi aveva chiamata, ma io dormivo»

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C'è una chiamata non risposta, intorno alle 23.30 di venerdì sera, sul telefono di Nicole, la migliore amica di Zoe Trinchero, uccisa a 17 anni a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Ha confessato un ventenne, Alex Manna, con cui Nicole aveva avuto una relazione. «Non capita mai - dice al Corriere della sera Nicole della chiamata -, ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Io e lei abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo». Nicole, a proposito di Manna, su Repubblica, aggiunge: «Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e non l'ho mai più sentito da aprile dell’anno scorso. Non usciva più tanto spesso con il nostro gruppo, ma quando lui c'era io non andavo». Di Alex racconta: «Non ha un carattere facile e non è un tipo tranquillissimo. Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno. Una volta ha sferrato un violento pugno contro la finestra per un motivo banalissimo: aveva litigato con suo fratello». «Non è cattivo, però è un pò aggressivo. Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente - ha spiegato la ragazza alla Stampa -. Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso. Non ha un brutto carattere, però quando perdeva la pazienza rompeva le cose. Una volta ha distrutto i vetri della sua stanza, prendendosela con gli oggetti».

«Il giorno dei funerali di Zoe sarà anche lutto cittadino». Il sindaco di Nizza Monferrato, Simone Nosenzo, aveva inizialmente pensato di proclamarlo già domani, lunedì, ma poi ha deciso di rimandare. «Zoe era una ragazza solare, che spesso incontravo per le vie della città. Era conosciuta e benvoluta qui a Nizza: credo sia giusto che venga salutata come merita dall’intera comunità che l’ha cresciuta e amata», aggiunge. Ora la salma di Zoe è a disposizione delle autorità giudiziarie per l’esame autoptico e non si conosce ancora la data delle esequie. «Siamo tutti sconvolti, l’intera comunità è traumatizzata», racconta il primo cittadino, ricordando la giovane ai tempi delle scuole medie: «Aveva frequentato l'indirizzo musicale in città, poi, da poco meno di due mesi, era stata assunta al Bar della Stazione per quattro ore al giorno. Il titolare era soddisfatto di lei e del suo lavoro e le avrebbe rinnovato il contratto. So che da grande sognava di diventare psicologa per aiutare gli altri». Tutto si è fermato in un venerdì sera che Nizza Monferrato non dimenticherà. «Adesso non diventerà più grande: non si può morire così, aveva 17 anni», conclude Nosenzo.

E l’associazione Nudm-Non Una di Meno di Asti, questa sera porterà in piazza San Secondo, alle 18.40, la rabbia e il dolore per la morte di Zoe, trasformandoli in un momento pubblico di riflessione e protesta. «Diciassette anni lei. Venti lui. Non possiamo più fingere che questo non dica nulla sulle generazioni che stiamo crescendo», spiegano dall’associazione, sottolineando come la tragedia interroghi in profondità il modello educativo e culturale della società. «L'autore del femminicidio ha confessato e, ancora una volta, il colpevole non è "l'altro" costruito dalla propaganda razzista, ma il figlio sano del patriarcato: un uomo cresciuto in una cultura del possesso, che non insegna a riconoscere i limiti, a rispettare i confini, ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni», conclude Non Una di Meno, ribadendo la necessità di un cambiamento profondo, che parta dall’educazione affettiva, dal rispetto reciproco e dalla prevenzione della violenza di genere fin dall’infanzia.