Meteo
San Valentino potrebbe portare il gelo: l'Italia sotto il flusso atlantico
Piogge persistenti e falde rimpinguate che dovrebbero garantire una riserva preziosa per i mesi caldi che verranno
L’inizio di questo febbraio si sta rivelando straordinariamente generoso in termini di precipitazioni. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma come questo periodo sia davvero ottimale dal punto di vista delle precipitazioni, che stanno interessando da settimane l'intero Stivale.
Il flusso atlantico punta dritto verso l’Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo. Una serie di perturbazioni sta colpendo l'Italia senza sosta, portando piogge abbondanti in pianura e nevicate generose sulle Alpi, segnando una netta rottura con la monotonia anticiclonica degli ultimi anni.
In questa fase, il nostro Paese si trova proprio sulla «linea di tiro» delle correnti oceaniche, che scaricano umidità e pioggia da Nord a Sud. Non si tratta di episodi isolati, ma di un vero e proprio susseguirsi di perturbazioni che non lascia spazio a lunghi periodi di stasi.
Il terreno, ormai saturo, accoglie questo surplus idrico che va a rimpinguare le falde e i bacini, garantendo una riserva preziosa per i mesi caldi che verranno.
Le previsioni per i prossimi giorni non mostrano segnali di cedimento: il maltempo continuerà a essere il protagonista indiscusso. Fino alla seconda metà della prossima settimana, dovremo tenere gli ombrelli a portata di mano mentre nuovi impulsi instabili attraverseranno la Penisola.
Le temperature rimarranno su valori tutto sommato miti per il periodo, tipici delle correnti oceaniche, mantenendo lo zero termico a quote medie e favorendo piogge persistenti a bassa quota. Tuttavia, proprio in coincidenza con la festa degli innamorati, i modelli matematici iniziano a intravedere un cambiamento radicale della circolazione. Superata la metà del mese, il flusso atlantico potrebbe alzarsi di latitudine, lasciando spazio a una possibile svolta fredda proprio verso San Valentino. Se confermata, questa tendenza porterebbe un tracollo termico verticale, trasformando la pioggia in neve fino a quote molto basse e regalando un volto più crudo all’inverno sull'Europa e in parte anche sull'Italia.