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la sentenza

Nuova condanna a sei anni per Narges Mohammadi, Nobel per la Pace: detenzione aggravata tra isolamento e torture

La dona è reclusa per pene cumulative oltre i 13 anni, mentre cresce l'indignazione internazionale

08 Febbraio 2026, 16:39

Arrestata Narges Mohammadi a Mashhad: la vincitrice del premio Nobel per la pace annuncia disobbedienza civile

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L'avvocato di Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, ha annunciato una nuova condanna a sei anni di carcere in Iran, aggravando la sua già lunga detenzione per attivismo sui diritti umani. La dissidente, nota per la lotta contro l'oppressione delle donne, sta scontando pene cumulative superiori ai 13 anni in carceri come Evin, tra torture e isolamento.

Chi è Narges Mohammadi

Narges Mohammadi, 53 anni, è una delle voci più autorevoli del dissenso iraniano contro la teocrazia. Vice direttrice del Centro per i Difensori dei Diritti Umani (DHRC), ha dedicato la vita all'abolizione della pena di morte e alla difesa dei prigionieri, subendo arresti dal 2011. Il Nobel 2023 le è stato assegnato per "la lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti", simbolo della protesta contro il velo obbligatorio e le violenze di regime.

Arrestata ripetutamente dagli anni '90 per aver sostenuto riformisti come Mohammad Khatami, Mohammadi ha denunciato abusi su donne detenute, inclusi stupri e pestaggi, rifiutandosi di piegarsi nonostante 154 frustate e anni di isolamento.

La nuova condanna: dettagli e contesto

La sentenza a sei anni è stata resa nota dal legale Mohammad Ardakani, mentre Mohammadi languiva in custodia dopo l'arresto del 12 dicembre 2025 a Mashhad durante una protesta. Trasferita da Evin per motivi di salute, è stata riportata in cella e trasferita in ospedale per percosse subite dalle forze di sicurezza. Si tratta di un'aggiunta alle condanne pregresse: dal 2021 accumula oltre 14 anni per "propaganda contro lo Stato" e "attività contro la sicurezza nazionale", con processi-farsa come quello del giugno 2024 dal Tribunale Rivoluzionario di Teheran.

L'avvocato ha rivelato che Mohammadi è in sciopero della fame da giorni, chiedendo una telefonata alla famiglia (ultima il 14 dicembre), accesso a legali e visite: notizie apprese da una detenuta liberata. Amnesty International denuncia detenzioni arbitrarie e torture da 14 anni, con pene totali di 12 anni, 11 mesi e 154 frustate da quattro processi.

Perché la condanna? Analisi motivazioni giudiziarie

Le autorità iraniane accusano Mohammadi di "propaganda contro il regime" per le sue denunce pubbliche da carcere, inclusi rapporti su violenze sessuali contro prigioniere. Rifiutandosi di comparire in udienze segrete senza media indipendenti o testimoni, ha sfidato il sistema, guadagnandosi ritorsioni: nuove accuse post-Nobel per scoraggiare il dissenso.

Il contesto è la repressione post-proteste "Donna, Vita, Libertà" del 2022, nate dalla morte di Mahsa Amini: Mohammadi ha promosso disobbedienza civile contro il hijab obbligatorio e il "programma castità" del 2023. Il regime vede nel suo attivismo un "tentativo di sovversione", come nei 23 fogli di motivazioni del 2011 per "appartenenza DHRC" e "propaganda". Precedenti: 16 anni nel 2016 per "gruppo illegale Legam", scarcerata nel 2020 ma rientrata in cella nel 2021.

Esperti di diritti umani, come Front Line Defenders, definiscono queste condanne "ripristini vendicativi" contro una figura che espone abusi sistemici, negandole cure mediche e contatti familiari dal novembre 2023.

Impatti globali e reazioni

La condanna scatena indignazione internazionale: Amnesty chiede la liberazione immediata, mentre la Narges Foundation segnala pestaggi post-arresto. In Iran, rafforza la resistenza femminile contro un regime che usa carceri come Evin per silenziare oppositori. Il caso Mohammadi evidenzia la crisi dei diritti umani in Iran, con oltre 500 esecuzioni nel 2025 e repressione di proteste.

Prospettive future

Mohammadi continua a parlare da dentro: "Non mi piegherò", ha detto in messaggi passati. La comunità globale, coalizioni come Front Line Defenders, preme per il suo rilascio, ma Teheran ignora appelli ONU. Segui aggiornamenti su Nobel Pace Iran 2026, diritti donne Teheran e dissenso Mohammadi.