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IL FEMMINICIDIO

Omicidio Zoe Trinchero, la confessione di Alex Manna: «L'ho colpita e lasciata cadere nel ruscello»

Il 20enne in carcere ad Alessandria aveva depistato le indagini accusando un musicista innocente

09 Febbraio 2026, 00:35

Omicidio Zoe Trinchero, la confessione di Alex Manna: «L'ho colpita e lasciata cadere nel ruscello»

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"Abbiamo discusso, le ho dato un pugno, forse più pugni, io facevo boxe. Non so perché. Comunque non l'ho buttata giù nel canale, l'ho solo lasciata cadere". Sono le parole con cui Alex Manna, 20 anni ancora da compiere, ha confessato l'omicidio di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni il cui corpo è stato trovato nella notte tra venerdì e sabato in un ruscello a Nizza Monferrato, nell'Astigiano.

Manna è ora detenuto nel carcere di Alessandria in attesa dell'udienza di convalida. La sua legale, Patrizia Gambino, lo incontrerà nelle prossime ore. L'autopsia dovrà stabilire se Zoe, qualora il giovane avesse chiamato i soccorsi invece di abbandonarla, avrebbe potuto salvarsi.

Il depistaggio e l'accusa a un innocente

Dopo l'aggressione, Manna ha abbandonato Zoe senza chiedere aiuto. È corso a casa della propria fidanzata per cambiarsi, poi è tornato dagli amici. Con loro, e successivamente con gli investigatori, ha depistato le indagini accusando un uomo di origine africana, trentenne e noto in città, di averli aggrediti entrambi prima che lui riuscisse a scappare.

"Ho detto in giro che poteva essere stato lui perché si sa che è un po' strano. Mi spiace, ho fatto male", avrebbe ammesso davanti ai carabinieri e al pubblico ministero.

La vittima del depistaggio è Naudy Carbone, 30 anni, musicista che insegna e suona in un gruppo con esibizioni in festival e in televisione. Sabato mattina una trentina di amici della ragazza si è presentata sotto casa sua, rischiando il linciaggio. La situazione si è calmata solo quando i carabinieri lo hanno portato via, in realtà per proteggerlo. Chi lo conosce descrive Carbone come una persona che ultimamente manifestava segnali di disagio, "forse sopra le righe, ma mai aggressivo".

Il musicista ha condiviso sui social una foto di Zoe con un'aureola e ali da angelo disegnate. "Ringrazio le forze dell'ordine", ha dichiarato oggi il fratello Ruben. "Qualcuno dovrà chiedergli scusa".

La ricostruzione della serata

Zoe era uscita alle 21 dal Bar della Stazione dove lavorava e aveva raggiunto gli amici in un garage autogestito, a pochi passi dal luogo dell'omicidio, per mangiare e bere qualcosa insieme. Per gli ultimi due arrivati non c'era più cibo: lei e Manna li hanno accompagnati a comprare un kebab, ma hanno camminato più lentamente degli altri.

Da quel momento, l'unica versione disponibile è quella di Manna. La lite e l'aggressione sarebbero avvenute intorno a mezzanotte. Il corpo è stato ritrovato due ore dopo. Il giovane avrebbe raccontato di una relazione passata tra lui e Zoe, finita per un suo tradimento, e di una volontà di ricominciare che la ragazza non condivideva.

La testimonianza dell'ex fidanzata

Una versione negata da Nicole, 19 anni, la migliore amica di Zoe. "Sono stata io ad avere una relazione in passato con Alex. Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e non l'ho più sentito da aprile dell'anno scorso. Quando lui c'era, ormai di rado, io non andavo", racconta.

"Non ha un carattere facile. Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno. Non era cattivo, però è un po' aggressivo. Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente. Quando perdeva la pazienza rompeva le cose".

Sul telefono di Nicole c'è una chiamata di Zoe rimasta senza risposta intorno alle 23.30. "Non capita mai, ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo".

Il dolore di due comunità

Alex e Zoe sono entrambi di Montegrosso d'Asti, paese di poco oltre duemila abitanti tra Roero e Monferrato, a metà strada tra Asti e Nizza Monferrato. Il sindaco di Nizza, Simone Nosenzo, ha proclamato il lutto cittadino per i funerali della ragazza.

Montegrosso a metà dicembre aveva già pianto Matilde Baldi, la 20enne travolta e uccisa da una Porsche mentre rientrava dal lavoro. "Matilde e Zoe erano cresciute insieme, abitavano in centro, giocavano nello stesso cortile da bambine, le sentivamo ridere", racconta la sindaca Monica Masino.

Ieri sera ad Asti il movimento Non una di meno è sceso in piazza per ricordare Zoe.