il caso
Estate a rischio: con le nuove regole Ue (anti immigrazione irregolare) code fino a quattro ore negli aeroporti, associazioni chiedono sospensione fino a ottobre 2026
L'EES scatena la polemica per tutti i visitatori extra‑UE, tra carenza di personale, problemi tecnologici e scarsa adozione dell'app Frontex
Il nuovo sistema di ingresso e uscita di Schengen (EES), ideato per rendere più sicure le frontiere dell’Unione Europea e contrastare l’immigrazione irregolare, continua a generare forti rallentamenti per chi transita negli aeroporti del continente.
In assenza di misure correttive, si profila un’estate difficile per i visitatori extra-Ue, con possibili code superiori alle “quattro ore”.
L’allarme arriva da ACI Europe (Airports Council International), A4E (Airlines for Europe) e IATA (International Air Transport Association), che in una lettera indirizzata al commissario europeo agli Affari Interni e Migrazioni, Magnus Brunner, avvertono che, “in assenza di un intervento immediato per garantire una flessibilità sufficiente, si prospettano gravi disagi durante i mesi estivi di punta, con code che possono raggiungere anche le 4 ore”.
Nella missiva, le associazioni del comparto segnalano “i persistenti tempi di attesa eccessivi, fino a due ore, ai controlli di frontiera aeroportuali, come previsto dall’attuale fase di implementazione progressiva dell’Ees (che prevede la registrazione del 35% di tutti i cittadini di Paesi terzi che entrano nell’area Schengen)”.
Individuano inoltre tre nodi ”critici” che amplificano i ritardi: la “cronica carenza di personale” ai varchi, “problemi tecnologici irrisolti,” in particolare sull’automazione dei controlli, e l’uso “molto limitato” dell’app di preregistrazione Frontex da parte degli Stati Schengen.
Senza correttivi immediati, avvertono le associazioni, “le registrazioni Ees obbligatorie di tutti i valichi di frontiera durante l’alta stagione estiva, in particolare a luglio e agosto, comporteranno tempi di attesa fino a 4 ore o più”.
Per questo ACI Europe, A4E e IATA sollecitano la Commissione Europea a confermare che i Paesi dell’area Schengen manterranno la facoltà di sospendere in tutto o in parte l’EES fino alla fine di ottobre 2026.
Nel quadro dell’approccio graduale fissato dal regolamento, ricordano, “i meccanismi di sospensione non saranno più disponibili oltre l’inizio di luglio. Ad oggi, non è ancora chiaro se tale sospensione possa ancora essere attivata con la necessaria flessibilità alle condizioni stabilite dal Codice di controllo delle frontiere Schengen per l’allentamento dei controlli di frontiera”.
Secondo Olivier Jankovec, direttore generale di ACI Europe, Ourania Georgoutsakou, amministratrice delegata di A4E, e Thomas Reynaert, vicepresidente senior per gli Affari Esteri di IATA, “esiste una totale discrepanza tra la percezione delle istituzioni dell’Ue secondo cui l’Ees funziona bene e la realtà, ovvero che i viaggiatori extra-Ue stanno subendo ritardi e disagi enormi”.
Una situazione che, aggiungono, “deve cessare immediatamente. Dobbiamo essere realistici su ciò che accadrà durante i mesi estivi di punta, quando il traffico negli aeroporti europei raddoppia. L’implementazione dell’Ees deve essere flessibile per reagire alle realtà operative. Questo è un prerequisito assoluto per il suo successo e per salvaguardare la reputazione dell’Ue come destinazione efficiente, accogliente e desiderabile”.