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il dramma

Il cuore danneggiato trapiantato a un bimbo, sequestrato il contenitore e sei indagati: cosa non ha funzionato nel viaggio dell’organo per il piccolo di Napoli

Due chirurghi sospesi dall’équipe: e ora una perizia sul “box” che ha custodito il cuore. Nel frattempo, il bimbo di due anni e quattro mesi è in coma farmacologico al Monaldi e la famiglia chiede un nuovo organo “subito”

13 Febbraio 2026, 10:17

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Un cuore tra due città e un gelo sbagliato: cosa non ha funzionato nel viaggio dell’organo per il piccolo di Napoli

Il contenitore del trapianto finisce sotto sequestro. Sei indagati, due chirurghi sospesi dall’équipe: e ora una perizia sul “box” che ha custodito il cuore. Nel frattempo, il bimbo di due anni e quattro mesi è in coma farmacologico al Monaldi e la famiglia chiede un nuovo organo “subito”.

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Marcolino ha poco più di due anni ed è collegato a un macchinario che supplisce al suo cuore, attende un secondo miracolo dopo che il primo è naufragato in un contenitore di trasporto. Quel “box” che avrebbe dovuto proteggere l’organo più prezioso è ora sotto sigilli: i Carabinieri del NAS di Napoli, su delega della Procura, lo hanno sequestrato per capire se, dove e come la catena della sicurezza abbia ceduto. E perché un cuore che doveva restituire vita sia arrivato invece “bruciato” dal freddo sbagliato.

Sul dispositivo—un sistema di conservazione e trasporto organi progettato per mantenere temperature controllate—è stata disposta una perizia. Il bambino, di due anni e quattro mesi, è in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di NapoliIl cuore destinato al bimbo sarebbe stato danneggiato durante il viaggio a causa dell’uso di ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido) al posto del ghiaccio convenzionale, un errore che avrebbe portato a un congelamento traumatico dei tessuti, compromettendo la funzionalità dell’organo. Sulla dinamica indagano le Procure di Napoli e BolzanoNelle ultime ore risultano sei sanitari indagati—tra medici e paramedici—per ipotesi di lesioni colpose: avrebbero avuto ruoli operativi tra l’espianto a Bolzano, il trasporto e il trapianto a Napoli.

L’Azienda Ospedaliera Monaldi ha nel frattempo sospeso in via cautelativa due chirurghi dall’équipe trapiantologica pediatrica e ha avviato una indagine interna. Il percorso dei trapianti pediatrici cardiaci risulta temporaneamente sospeso.

La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha presentato denuncia. Secondo quanto riferito, il piccolo è tuttora in lista europea per trapianto, ma il tempo—e lo stress a carico degli altri organi—gioca contro. L’appello è netto: serve subito un nuovo cuore.

Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha diffuso una nota in cui esprime la propria “più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi”. È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce, ha sottolineato. Alla luce della “estrema gravità del quadro che è andato emergendo”, Fico ha disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione, ha concluso.

Il sequestro del contenitore di trasporto è il passaggio che potrebbe sciogliere il nodo decisivo: se l’organo sia stato esposto a temperature inappropriate durante il tragitto e, soprattutto, in che misura il sistema a bordo del box—generalmente progettato per mantenere un range termico sicuro—abbia funzionato o sia stato impostato/impiegato correttamente. Gli inquirenti hanno disposto una perizia tecnica. I sistemi moderni di trasporto per organi prevedono protocolli rigidi: il cuore va mantenuto freddo ma non congelato, tradizionalmente in soluzione di preservazione e in condizioni di ipotermia controllata.

L’organo atteso a Napoli è partito da Bolzano, un percorso su cui si accavallano due filoni d’indagine penale e una verifica amministrativa interna. In parallelo, è emerso un elemento che pesa come un macigno: la denuncia della famiglia secondo la quale—dopo l’espianto del cuore malato del bimbo—l’organo danneggiato sarebbe stato comunque impiantato. Se confermato, quel passaggio richiederebbe una ricostruzione chirurgica e clinica minuziosa: decisioni prese in sala operatoria, parametri di valutazione dell’organo, alternative praticabili in quel preciso momento. La Procura di Napoli ha aperto un ulteriore filone per chiarire “cosa è avvenuto in sala operatoria” e con quali motivazioni.

L’apertura del registro degli indagatisei tra medici e paramedici—riguarda, stando alle ricostruzioni, chi ha avuto un ruolo operativo nell’espianto, trasporto e impianto. L’ipotesi di reato è lesioni colpose. In parallelo, l’AORN dei Colli – Ospedale Monaldi ha assunto misure cautelari interne: due chirurghi dell’équipe pediatrica risultano sospesi dall’attività trapiantologica, in attesa degli esiti delle indagini. Sono scelte dolorose ma indispensabili per proteggere la continuità assistenziale, tutelare i pazienti in lista d’attesa e ristabilire fiducia.