Indagini
Bimba morta a Bordighera, il Ris nella casa del compagno della madre
Sequestrata l'abitazione di Emanuel, ritenuta luogo del decesso della bimba: lui indagato, la madre in carcere e il Ris atteso a Perinaldo
Manuela A. la donna in carcere accusata dell’omicidio preterintenzionale della sua figlioletta di 2 anni, ha portato a un altro indagato: il suo compagno con il quale la donna e le sue tre figlie ha passato la notte lunedì scorso e nella cui casa, ne sono convinti gli inquirenti, la bambina più piccola è morta.
È un colpo di scena scioccante: dunque, la bimba non sarebbe morta nella casa della madre, nel suo lettino come poteva essere evidente nei primi momenti, ma lontano alcuni chilometri, ovvero a Perinaldo, dove l’uomo vive, e dove la bambina, scrivono gli inquirenti nel decreto di sequestro «trascorreva i momenti immediatamente antecedenti, concomitanti e successivi al decesso».
La casa, poco più che una baracca sulle colline di Perinaldo, è stata posta sotto sequestro proprio per questo: perché considerata «luogo dove è avvenuto il decesso» della bambina. Nei prossimi giorni, infatti, è atteso il Ris dei carabinieri per i rilievi.
La notizia dell’avvenuta iscrizione nel registro degli indagati di Emanuel I. è trapelata stamani. Il pm Veronica Meglio, titolare dele indagini, ha ipotizzato il reato di omicidio preterintenzionale (lo stesso reato di cui è accusata la madre della bambina morta) anche a carico dell’uomo e ha disposto il sequestro dell’abitazione dove la donna ha passato la nottata assieme alle sue tre figlie. La procura ha deciso questo passo alla luce delle dichiarazioni rese dalla donna ieri nell’interrogatorio di convalida dell’arresto, quando ha detto che le tre bambine (oltre alla piccola di 2 anni anche altre due figlie di 10 e 9 anni) sono rimaste la mattina di domenica 8 febbraio in casa con lui, mentre lei si era recata a Bordighera per sbrigare alcune faccende in campagna e a fare la spesa. La donna sarebbe uscita verso le 8.30, per rientrare intorno alle 12. Un’assenza di circa tre ore e mezza.
Ruolo molto importante nella ricostruzione di quanto avvenuto l’avrà l’autopsia sul corpo della bambina che sarà eseguita lunedì: l’esame dovrà accertare non solo l’origine dei lividi che la piccola aveva dovunque e quindi le reali cause della morte, ma anche l’ora in cui è avvenuto il decesso. Un dato fondamentale per collocare la presenza della bambina in un luogo specifico, grazie anche all’analisi degli incroci tra gli orari e le immagini delle telecamere di sorveglianza compiute dai carabinieri. Fondamentali saranno anche gli accertamenti del Reparto investigazioni speciali dei Carabinieri all’interno della casa di Emanuel.
In tutto questo, si registrano le minacce sui social inviate alla avvocatessa di Emanuela: «Laura Corbetta, rimetti l'assegnazione di assistere l'assassina o te ne pentirai amaramente». Corbetta ha già annunciato che presenterà querela nei confronti dell’autrice del post.